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ESCLUSIVO/ Mazzanti: “Medaglia? Se ci penso ho la pelle d’oca. Razzismo colpa di dirigenti e social”

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Mazzanti ct Italdonne
Mazzanti ct Italdonne

Davide Mazzanti, ct della Nazionale femminile di volley, medaglia d’argento ai Mondiali che si sono svolti a settembre e ottobre scorsi in Giappone, parla in esclusiva a SportNews.eu. Il tecnico marchigiano rivive le emozioni iridate, parla del futuro, di razzismo e del Milan, sua squadra del cuore.

Davide Mazzanti, un 2018 da incorniciare…

“E’ stato un anno che ci ha arricchito tanto. Un Mondiale che ci porteremo dietro, deve servire per il futuro”.

Quando ripensa a quella medaglia quali sensazioni prova?

“Mi viene la pelle d’oca. Forse mi emoziono più ora quando riguardo le partite, rivivo certi momenti. Una medaglia da custodire. La cosa importante è quello che abbiamo suscitato all’Italia e come abbiamo costruito questo percorso, anche attraverso momenti difficili”.

Aspettative e obiettivi per il nuovo anno?

“L’obiettivo principale è la qualificazione olimpica che prepareremo con la Volleyball Nations League. Sullo sfondo i prossimi Europei”.

La sua Nazionale ha una media d’età molto bassa. Al prossimo Mondiale potrà vincere l’oro?

“Razionalmente sì, ma nello sport non c’è nulla di matematico. Non si può dire. Secondo me siamo tra le sette Nazionali che potranno puntare al titolo. Il limite tra l’una e l’altra è sottilissimo. Spesso basta una palla per decidere l’esito di un torneo”.

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Il calcio italiano sta vivendo momenti difficili. Nella sua Nazionale ci sono diverse ragazze di colore. Ha mai assistito a episodi di razzismo?

“Sì, con questo gruppo al Club Italia, quando le ragazze avevano 16 anni. Sono salito sugli spalti e ho affrontato verbalmente alcuni genitori protagonisti di insulti vergognosi”.

In generale cosa pensa delle discriminazioni razziali?

“Questione di cultura. Concordo con Allegri quando accusa alcuni dirigenti di alimentare questi episodi attraverso le loro dichiarazioni. Noi addetti ai lavori dobbiamo essere più responsabili quando parliamo, altrimenti sbagliamo clamorosamente. Questo fenomeno secondo me è anche figlio dei social, in cui o sei bianco o nero, senza una via di mezzo. E questo porta ad essere razzisti”.

Per quale squadra tifa?

“Per il Milan”.

Gattuso sembra perennemente in bilico e alcuni giocatori non sono definiti all’altezza, cosa ne pensa?

“L’errore è di fare sempre i confronti con il grande Milan. Ormai non c’è più quindi bisogna essere realisti ed avere meno aspettative, senza pensare al passato.”.

I rossoneri riusciranno a qualificarsi per la Champions League?

“E’ difficile”.

Di Quintiliano Giampietro

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