NAPOLI. De Laurentiis: “Il mio Napoli non teme la Juve”

De Laurentiis, comincia un mese terribile.
«E soprattutto ci lasciamo alle spalle polemiche sterili, degne di un Paese ancora troppo giovane per essere considerato Stato. Calcisticamente, poi, prevale sistematicamente il campanilismo, persino a certi livelli».

Napoli-Juve ha fatto rumore persino senza giocarla. Perchè?
«E ha fatto rumore senza che ci fossero ragioni valide per alimentare il can-can. Ne ho lette e sentite di vario genere e specie, c’è chi ha tentato di addossare responsabilità agli

«Hamsik sta per firmare E’ tra i grandi d’Europa»

amministratori di Napoli, come se in qualcuno ci fosse stata la volontà di truccare le carte».

Ci dice la sua?
«Premesso che abbiamo giocato, in passato, con Manchester, Villarreal e Bayern, e che prima e dopo abbiamo sempre avuto impegni di campionato, pure stavolta non ci sarebbero stati problemi ed avremmo affrontato la Juventus: io plaudo al lavoro di Andrea Agnelli e di Conte, ma il Napoli non ha paura di giocare con nessuno. Qui non c’è l’abitudine di fare il gioco delle tre carte».

Nove partite in trentadue giorni…
«E che ci possiamo fare? Tocca giocarle. Ma non mi faccia domande

«Applaudo Agnelli e Conte, ma non c’è qualcuno con cui abbiamo paura di giocare Quanta inutile dietrologia: da noi non esiste l’abitudine di fare il gioco delle tre carte»

sulle prospettive: sennò le dico che lei è vecchio….Come questo Paese».

Fra meno di due settimane vi giocate la Champions. Sensazioni?
«Ho detto e ripeto che non ho mai pensato di volerla vincere. E sono fortunato perché non sono rientrato in un torneo loffio. Però ho ritenuto la manifestazione l’occasione giusta per un salto di qualità generale della squadra, del club, persino della città e della tifoseria. Confrontandoci con queste big, abbiamo studiato e capito le loro organizzazioni. Sono questi gli appuntamenti che aiutano a crescere. C’è capitato il girone della morte: che dovevamo fare, desistere e mandare la Primavera? Un banco di prova così autorevole sulle capacità di ognuno di noi. Solo che il calcio ha sempre fretta. E noi siamo giovani….».

A proposito, tutti vogliono Hamsik: doveva firmare.

Fabio lo sa: non l’ho preso perché non volevo bloccare Paolo. Adesso noi due possiamo fare tanto: iniziando da una tourneé negli Emirati…
E poi?
«Firmerà presto. Qualcuno sostiene che nelle ultime cinque domeniche Marek non si sia visto, ma a me va bene così: sta facendo un lavoro sporco a centrocampo che non sempre si nota. Hamsik è un grandissimo calciatore, di enorme spessore umano, un ragazzo maturo con una qualità rara: l’educazione. Che nella vita ha valore immenso. In Europa, come lui, ce ne saranno massimo altri tre».


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