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ROMA. ZEMAN ESONERATO, C’E’ ANDREAZZOLI

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IL TEMPO – La Roma affida la panchina all’ex vice di Spalletti. Baldini: “L’uomo giusto per non perdere tempo”. Blanc dice no, a giugno può arrivare Allegri…

(getty images)

RASSEGNA STAMPA – (A. Austini) – Esonero. Una parola che la Roma aveva dimenticato dal 1997, l’anno in cui Sensi licenziò Carlos Bianchi, qualche mese prima di affidare la panchina proprio a Zeman. A lui non fu rinnovato il contratto, mentre tutti i successori, da Capello in poi (escluso Montella), si sono dimessi. Ieri è toccato al boemo farsi da parte su ordine della società, ‘sollevato’ dall’incarico che viene affidato ‘temporaneamente’ ad Andreazzoli, l’ex collaboratore di Spalletti e vice di Montella, già sotto contratto fino al 2017, con stipendio da 200mila euro a stagione. Troppo brutta la classifica per non cambiare, troppo forte la sensazione di una squadra allo sbando nella partita di venerdì col Cagliari. L’intenzione è lasciare il ‘traghettatore’ toscano di Massa al comando fino a giugno, quando Allegri, che ha già dato una disponibilità di massima alla Roma, potrebbe liberarsi dal Milan e Ancelotti perdere il posto a Parigi. Per l’immediato una soluzione diversa non c’è. Con Blanc, unico tecnico su cui si è lavorato a fondo in questi giorni, non è scattato il colpo di fulmine: l’ex ct della Francia preferisce ripartire dalla Premier. Rijkaard è stato invece un pensiero di Baldini mai divenuto concreto mentre altri allenatori, da Giampaolo in giù, si sono proposti alla Roma senza ricevere attenzione. La panchina è di Andreazzoli, esperto di tattica, amato dai giocatori e apprezzato dai dirigenti per la sua serietà e il rispetto delle regole. Ora è sotto esame, ma il suo destino è inevitabilmente legato all’impegno dei giocatori e ai risultati. Sabatini è il suo principale sponsor. L’anno scorso lo ha voluto tenere al fianco di Luis Enrique e lo spagnolo, quando ha perso le forze per allenare, gli ha praticamente lasciato la gestione della squadra nelle ultime partite. Andreazzoli conosce ogni angolo di Trigoria. È la sua casa dal 2005 (dorme dentro il centro sportivo), in questi mesi in cui Zeman lo ha tenuto ai margini ha provato a rendersi comunque utile. Ieri sera si è riunito con Baldini e Sabatini per comporre lo staff e programmare il lavoro: Franceschi e Chinnici lo aiuteranno nel lavoro atletico e sugli infortunati, Beccaccioli sulla tattica, Nanni continuerà ad allenare i portieri e l’ultimo arrivato Zago può dargli una mano con i brasiliani. Domani il primo allenamento, con una squadra dimezzata dalle nazionali. Al momento non è fissata una conferenza di presentazione, il nuovo tecnico dovrebbe parlare alla vigilia della trasferta di Genova: domenica prossima alle 15 con la Samp farà il suo debutto assoluto in Serie A da primo allenatore. Nei prossimi giorni Zeman tratterà le condizioni dell’addio: non si è dimesso e può contare su un altro anno di contratto, in ballo circa tre milioni di euro lordi. Ma per la Roma sembra l’ultimo dei problemi adesso. “L’esonero – ha spiegato Baldini all’uscita dallo studio Tonucci – era l’unica decisione da poter prendere, anche se Zeman non è il solo responsabile. Andreazzoli riscuote la nostra fiducia perché conosce bene i giocatori e ci consente di non perdere ulteriore tempo”. Mentre il d.g. parla, due tifosi iniziano a dare del laziale a Sabatini che reagisce. “Io sto malissimo, Zeman è stato sfortunato ma la Roma è forte e vedrete che questa stagione non finirà così”. Devono intervenire anche l’a.d. Zanzi e il consigliere Baldissoni per riportare la calma. Un siparietto triste e teso, specchio del momento. I dirigenti non intendono dimettersi e rimetteranno il loro mandato a fine stagione alla proprietà che “ha piena fiducia nei giocatori – assicura Zanzinel management e nella strategia”. “È un atto di responsabilità da parte mia restare qui a prendere decisioni” spiega Baldini mentre Sabatini, fisicamente provato e con il contratto in scadenza, riflette.