Serie A stadi aperti | Spadafora fa chiarezza: “Non è un liberi tutti”

Il ministro dello sport Vincenzo Spadafora fa chiarezza sugli stadi aperti: “Non si tratta di un liberi tutti. Gli impianti vanno riaperti con criterio”

Serie A stadi aperti | Spadafora fa chiarezza: "Non è un liberi tutti"
Serie A stadi aperti | Spadafora fa chiarezza: “Non è un liberi tutti” (Getty)

Da oggi riaprono, o almeno si fa per dire, gli stadi in Italia. Solo mille persone potranno entrare negli impianti di Serie A, a prescindere dalle rispettive capienze. Un primo passo verso quella che dovrebbe essere una parziale, vera e propria, riapertura degli stadi. Da oggi qualche “fortunato” tifoso potrà accedere ai campi, ma moltissime cose sono ancora da chiarire. E a tal proposito ci pensa il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora: “Voglio chiarire che non si tratta di un liberi tutti – ha spiegato al Corriere della Serasi tratta di una sperimentazione. La situazione epidemiologica in Europa non consente passi falsi”.

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Stadi aperti, l’appello di Spadafora

 

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Ieri il Comitato Tecnico Scientifico, su mia forte insistenza e dopo aver valutato nei giorni scorsi non ancora applicabile il protocollo della Lega Serie A, ha finalmente aperto uno spiraglio consentendo agli eventi sportivi “singoli” di avere fino a 1000 spettatori. Ha espresso ancora un no secco alla presenza di migliaia di spettatori agli “eventi continuativi”, tipo i campionati, accettando però la richiesta del Dipartimento per lo sport di aprire un percorso comune in vista del prossimo DPCM, che entrerà in vigore dal 7 ottobre, anche alla luce dell’analisi dei dati successivi all’apertura delle scuole. Nel frattempo i presidenti di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto hanno autonomamente deciso di aprire ai 1000 spettatori anche le partite di Serie A che si terranno sul loro territorio. Per questo motivo oggi pomeriggio, d’intesa col Ministro Boccia, che ringrazio per il prezioso lavoro di coordinamento, è stata convocata una riunione con i presidenti di Regione. Al fine di non fare disparità tra le squadre e come sperimentazione in vista delle prossime aperture, ho chiesto che questa decisione venisse estesa a tutto il territorio nazionale. Ringrazio il Ministro Speranza e i presidenti delle Regioni per aver condiviso questa linea. In vista della ripresa degli altri campionati valuteremo una soluzione equa anche per la serie B e la Lega Pro. Il mio obiettivo però è quello di consentire la partecipazione del pubblico per tutti gli sport e per tutte le categorie, arrivando a definire un protocollo unico che preveda una percentuale di spettatori in base alla capienza reale degli impianti: l’impegno che ci siamo presi durante l’incontro è quello di metterci subito al lavoro su questo. Occorre mantenere cautela, rigore e attenzione per riaprire bene, gradualmente, e non essere costretti a chiudere di nuovo: il quadro epidemiologico a livello europeo non è incoraggiante, noi dobbiamo stare attenti ed evitare precipitose fughe in avanti.

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I tifosi, sempre nel numero di mille, sono stati accolti agli Internazionali di Roma di tennis. Diverso, però, il discorso per le partite di calcio. “Mille è un numero simbolico”, ha spiegato il ministro Spadafora, che ha aggiunto che l’obiettivo è muoversi con cautela per fare le prossime mosse. “Cercheremo di aprire gli stadi anche per la Serie B e la Serie C”, ha aggiunto il ministro, che si è augurato che non ci saranno bracci di ferro da parte dei presidenti di Regione e conflitti istituzionali sulla riapertura degli stadi.

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