Il progetto NBA Europe entra nel vivo tra tensioni economiche, mercato delle stelle e trattative con i colossi del calcio europeo.
L’idea di portare una vera lega NBA in Europa sta diventando sempre più concreta, ma insieme all’entusiasmo stanno emergendo anche i primi grandi scontri dietro le quinte.

La futura NBA Europe dovrebbe partire nell’ottobre 2027 con un format iniziale da 16 squadre. Un progetto enorme che potrebbe cambiare completamente il basket europeo e ridefinire gli equilibri sportivi ed economici del continente.
Secondo quanto riportato da The Athletic, uno dei temi più delicati riguarda il mercato dei giocatori. Alcuni importanti club calcistici europei interessati a investire nella nuova competizione avrebbero proposto di creare una sorta di “finestra di mercato” per acquistare direttamente superstar NBA ancora sotto contratto negli Stati Uniti.
Tra i nomi citati ci sarebbe perfino Giannis Antetokounmpo.
La risposta della NBA però sarebbe stata immediata e molto netta: no. Le future squadre europee potranno firmare soltanto giocatori diventati free agent, cioè senza contratto attivo con franchigie americane.
Una scelta presa per proteggere il campionato NBA originale ed evitare che la nuova lega europea venga percepita come un mercato parallelo incontrollato.
Lo scontro economico con i club europei
Nel frattempo continuano anche le trattative con l’EuroLeague e con i grandi club sportivi del continente.
A Barcellona sono in corso incontri importanti per capire se sarà possibile creare una collaborazione tra il basket europeo tradizionale e il nuovo progetto americano. L’arrivo del nuovo CEO Chus Bueno, ex dirigente NBA in Europa, avrebbe contribuito a rendere il dialogo meno teso rispetto ai mesi precedenti.
Ma i problemi economici restano enormi. Le grandi polisportive europee legate al calcio — con nomi come Real Madrid, Paris Saint-Germain e AC Milan spesso tirati in ballo — contestano soprattutto le cifre richieste per entrare nella lega.
Le franchise fee sarebbero infatti molto elevate e variabili in base al valore economico delle città coinvolte. A questo si aggiungono richieste infrastrutturali molto rigide e dubbi sulla futura divisione dei ricavi.
Alcuni club europei temono che la NBA voglia mantenere troppo controllo economico sul progetto, anche se gli americani continuano a promettere guadagni enormi nel lungo periodo rispetto alle perdite attuali di molte squadre di Eurolega.
Investitori miliardari e il sogno di conquistare l’Europa
Nonostante le tensioni, l’interesse attorno alla NBA Europe continua a crescere in maniera impressionante.
Secondo le indiscrezioni sarebbero già arrivate oltre 120 manifestazioni d’interesse da parte di investitori e gruppi internazionali, con offerte che oscillano tra i 500 milioni e oltre un miliardo di dollari.
Tra i nomi più forti ci sarebbe anche il fondo sovrano saudita PIF, già protagonista di enormi investimenti nello sport mondiale negli ultimi anni. L’obiettivo potrebbe essere quello di ottenere la futura franchigia di Londra, considerata strategica per il mercato europeo.
Dietro questo progetto non c’è soltanto basket. C’è una battaglia enorme per il controllo dello sport, dei diritti televisivi, del marketing globale e del futuro dell’intrattenimento sportivo europeo.
Ed è proprio questo che rende NBA Europe molto più di una semplice nuova competizione. Potrebbe diventare il terreno di scontro tra il modello sportivo americano e il potere storico dei grandi club europei.