Morte Pelé, qualcuno fa ironia sui social: preso di mira un suo “omonimo”

Morte Pelé, incredibile sbaglio degli utenti: qualcuno fa ironia sui social in maniera sconcertante, preso di mira un suo “omonimo” nei commenti della foto di natale. 

Morte Pelè commenti Pellé
Morte Pelè (screen Instagram)

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In questo fine anno davvero tremendo per il calcio (e non stiamo parlando del mondiale), anche Pelé si è dovuto arrendere alla malattia con cui ha lottato per anni. Nella giornata del 29 dicembre si è spenta la leggenda brasiliana del calcio mondiale, malato da tempo per un tumore al colon, al fegato e ai polmoni. Pelé, che aveva realizzato ben 1.281 gol in 1.363 partite, è stato una calciatore assoluto del Santos e dei New York Cosmos.

Se n’è andato a 82 anni dopo una lunga ed intensa vita colma di gioie e di gol. In questo annus horribilis per il mondo del calcio, dove diverse star del pallone e non solo sono venute a mancare nell’arco dell’ultimo periodo, sono state tante le commemorazioni per l’ultimo grande gigante del calcio, anche se qualche utente di internet l’ha combinata grossa facendo le condoglianze sotto un post del calciatore italiano Pellé.

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Morte Pelé, preso di mira l'”omonimo” Pellè

Graziano Pellé morte Pelè
Graziano Pellé (screen Facebook CM)

Difatti, in una foto pubblicata da commenti memorabili, si vedono chiaramente alcuni screen allegati con le relative condoglianze sotto il post di natale del bomber italiano, ex nazionale ai tempi di Conte, ‘scambiato’ per il fuoriclasse brasiliano degli anni ’60. Ironia davvero particolare che ha fatto immediatamente il giro del web e non poteva essere altrimenti, destando ilarità ma anche sgomento…

Assodato che Pellé è vivo e vegeto e gioca ancora, la dipartita di Pelé è stato un duro colpo per gli appassionati e i tifosi di tutto il mondo, molti dei quali non hanno avuto la fortuna di vederlo giocare nella sua epoca, accontentandosi di vedere solo dei video d’annata in cui si evince chiaramente come fosse un calciatore moderno in un’era in cui il tatticismo era decisamente agli antipodi.

3 mondiali vinti da protagonista a suon di gol e giocate a ritmo di samba, 10 campionati brasiliani, 2 coppe Libertadores e due coppe Intercontinentali. Fu ad un passo dall’Inter di Moratti: solo il clamore dei tifosi – che diedero fuoco alla sede del Santos per protesta – impedì al più forte giocatore del mondo di quel periodo di misurarsi in Italia.

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Decine di anni più tardi, però, fu il figlio Massimo a portare in Italia il vero erede di Pelé, ossia Ronaldo il ‘Fenomeno’: ma questa è un’altra storia…