Giacomelli al veleno: la grave accusa getta ombre sugli arbitri

Giacomelli al veleno: l’ex arbitro di Serie A ha accusato l’ex procuratore capo dell’Aia sul suo ritiro. 

Arbitri Serie A Giacomelli D'Onofrio
Arbitri Serie A (screen Instagram)

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Fa ancora discutere l’arresto di Rosario D’Onofrio, ex procuratore capo dell’AIA che nei giorni scorsi è stato arrestato per traffico internazionale di droga. Secondo i PM, ha avuto un ruolo importante nelle strategie di smistamento, da qui il suo coinvolgimento che ha poi portato all’arresto dopo mesi di indagini. In seguito si è dimesso dalla sua carica in FIGC tra stupore e sgomento da parte dell’AIA stessa e della federazione.

“Un vero e proprio tradimento” – riporta la nota dell’AIA – ”D’Onofrio ha creato un serio danno d’immagine a tutta l’Aia. La stessa prende atto con sorpresa e sgomento delle notizie diffuse. Apprendiamo solo oggi che il signor Rosario D’Onofrio sarebbe stato arrestato nel corso del 2020, non comunicando tale provvedimento restrittivo della libertà personale mentre già ricopriva l’incarico di componente della Commissione disciplinare nazionale A. L’AIA è stata quindi vittima di una gravissima omissione di comunicazioni.”

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Giacomelli al veleno: l’accusa a D’Onofrio

Piero Giacomelli arbitri Serie A
Piero Giacomelli (Pixabay)

Oltre all’AIA, si è sfogato anche l’ex arbitro Giacomelli, che a ‘La Repubblica’ ammette di esser stato fatto fuori proprio da lui: “E’ stato D’Onofrio a stroncare la mia carriera. Negli ultimi due anni decideva promozioni e dismissioni degli arbitri di Serie A e Serie B ed è stato lui a farmi fuori con i famosi 17 giorni di squalifica in più affinché superassi i 12 mesi sufficienti per non arbitrare più in Serie A. Con le sue segnalazioni forzate sui rimborsi sono finito in un vortice che ha poi portato me e altri come Pasqua, Massa, La Penna, Robilotta a rinunciare ad arbitrare nella massima serie”. 

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“Anche se queste decisioni spettano agli organi tecnici, sono certo che D’Onofrio avesse ugualmente i poteri per spingere chi di dovere a fare ciò che è stato fatto. Che qualcosa non andava me ne sono accorto da tempo, quando mi stavano contestando anche una violazione del codice etico per un mancato aggiornamento dell’anagrafica. Ma l’AIA ha i miei dati dal 1992… E’ molto strano che solo dopo 30 anni mi dicano una cosa del genere”. 

“Inoltre, il guardalinee Avalos un anno fa ha prodotto un’intercettazione dove D’Onofrio gli diceva cosa fare e cosa non fare per scalare le classifiche di giudizio. La stessa cosa che ha fatto con me l’ha fatto anche con La Penna, poi successivamente reintegrato. Era lui che indirizzava le carriere degli arbitri con queste sanzioni, decidendo a tavolino chi poteva e chi non poteva arbitrare”. 

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