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Europei di Nuoto di Fondo: Paltrinieri guida la Squadra Azzurra, Taddeucci tra le Donne. Inizia il 4 Agosto a Parigi

Parigi si sveglia d’acqua e di fiato trattenuto: il 4 agosto parte la lunga cavalcata degli Europei di nuoto di fondo, 10 chilometri a inaugurare la rassegna, con l’Italia che punta la prua davanti a tutti. In testa al gruppo c’è Gregorio Paltrinieri, tra le donne spicca Ginevra Taddeucci. Il resto è corrente, scelte al volo e un traguardo che sembra sempre un po’ più lontano di quanto appare.

La cornice è Parigi. Non serve dire altro per immaginare il fascino della partenza, l’acqua che scivola lungo i piloni, il brusio che precede il via. Il 4 agosto cominciano gli Europei con la prova regina, i 10 chilometri. È la distanza che separa i coraggiosi dagli ostinati: cinque giri, boe da sfiorare al millimetro, rifornimenti rapidi, scie da scegliere con testa.

Gli organizzatori hanno definito un calendario essenziale: primo giorno la 10 km, poi a ruota la 5 km e la staffetta mista 4×1500. Eventuali modifiche, se le condizioni lo imponessero, verranno comunicate in prossimità delle gare. In acqua la regola è semplice e brutale: ritmo costante, posizione nel gruppo e lucidità. A livello internazionale i migliori chiudono la 10 km in circa 1h50’ (uomini) e poco sotto le 2 ore (donne), con passaggi medi nell’ordine di 1’05”–1’08” ogni 100 metri. Dati freddi, certo, ma che raccontano utena velocità reale.

Un dettaglio da bordopontile: ogni giro gli atleti passano alla “feeding zone”. I tecnici allungano una canna con la bottiglia numerata. Bevi, rilanci, riprendi la scia. Chi sbaglia il rifornimento paga alla boa successiva. È lì che si vincono e si perdono posizioni senza clamore.

Solo da metà gara, spesso, si capisce davvero come va a finire. Ed è qui che entra l’Italia.

Italia al via: Paltrinieri faro, Taddeucci in crescita

La Squadra Azzurra si presenta con ambizioni nitide. Gregorio Paltrinieri guida il gruppo maschile: campione capace di unire piscina e acque libere, esperienza nei grandi finali, lettura tattica superiore. In scia ci sono compagni solidi e affidabili, profili che hanno già respirato le prime dieci posizioni a livello continentale. I nomi ufficiali oltre al capitano, al momento, non sono stati diffusi in modo univoco: dove mancano conferme, è giusto non forzare l’elenco. Ma l’impianto tecnico c’è, e si vede.

Tra le donne brilla Ginevra Taddeucci. Ha imparato a stare davanti senza sprecare, a farsi trovare pronta quando la gara si “stappa”. Il suo punto forte è la progressione nell’ultimo giro, quando le braccia pesano e il gruppo si sgrana. La squadra femminile azzurra, negli ultimi anni, ha messo insieme podi e finali importanti: un patrimonio che torna utile quando la temperatura dell’acqua, le correnti o le scie cambiano il copione.

Cosa aspettarsi a Parigi: ritmo, tattica, coraggio

La 10 km del 4 agosto sarà una partita a scacchi a 90 bracciate al minuto. Partenza compatta, primi giri controllati, poi i “fili” si spezzano. Attenzione alle boe di virata: lì chi prende l’interno guadagna metri veri. Occhio anche alle scelte di traiettoria, spesso più decisive delle energie residue. Il tocco finale su touchpad chiude tutto in una manciata di centesimi.

C’è anche l’imponderabile: vento, correnti, qualità dell’acqua. Le procedure di sicurezza e i protocolli di controllo sono stringenti; se qualcosa non torna, si rinvia o si modifica. Meglio un’attesa che una gara al buio.

L’Italia ha carte da giocare. Paltrinieri per leadership e carisma. Taddeucci per gamba e tempismo. E poi una cultura del fondo cresciuta regata dopo regata. Il resto lo farà l’acqua. Vi è mai capitato di vedere un gruppo che taglia l’ultima boa e si apre a ventaglio? È in quell’istante che ognuno sceglie chi è: attaccante, calcolatore, romantico. A Parigi, il 4 agosto, lo scopriremo insieme.