Camila Giorgi, incinta ma non sazia di tennis: la tennista si allena senza sosta in attesa del rientro nel 2027

Una racchetta che continua a vibrare anche lontano dai riflettori: mentre la pancia cresce, l’istinto agonista di Camila Giorgi non rallenta. Il campo chiama, lei risponde. Con pazienza, con testardaggine, con quella leggerezza feroce che l’ha resa unica.

Le immagini scorrono veloci: scambi corti, piedi rapidi, concentrazione fissa. La vedi e riconosci subito la mano. È la stessa di sempre, solo con uno sguardo più profondo. La tennista italiana è in gravidanza, ma il suo rapporto con il tennis resta intatto. Non è nostalgia. È fame.

In molti l’avevano salutata dopo l’annuncio di ritiro. Un congedo rumoroso, pieno di domande. Poi, sui social, è arrivata la smentita che non ti aspetti: niente addii definitivi, solo una pausa. E una promessa a bassa voce: tornare. Non domani, non tra un mese. Più avanti. Si parla del rientro nel 2027. Va detto chiaro: la data non è ufficiale e non risulta confermata dal suo team o dalla WTA. Ma è un orizzonte, e oggi basta.

La rotta verso il 2027

Per capire da dove nasce questa ostinazione, bisogna riavvolgere il nastro. Giorgi ha toccato la top-30 WTA, ha battuto più volte giocatrici da prime file e ha firmato imprese diventate virali. Il picco? Il titolo al WTA 1000 di Montreal 2021, una settimana da fuoriclasse. Prima e dopo, lampi da specialista dell’erba e progressi continui sul cemento. A Wimbledon 2018 è arrivata ai quarti, con quella combinazione di coraggio e anticipo che, quando gira, non lascia scampo.

In questo quadro, l’idea di un ritorno a lungo raggio non è una bizzarria. Il tennis moderno ha già visto strade simili: Serena Williams vinse l’Australian Open incinta di poche settimane; Elina Svitolina è rientrata dopo la maternità ed è risalita con forza. I percorsi non sono mai uguali, ma la direzione è possibile. Giorgi lo sa. E per questo lavora ora, quando tutto sembra sospeso.

Allenarsi in gravidanza, con misura

Le clip dei suoi allenamenti mostrano gesti puliti, carichi gestiti, lavori brevi. Non c’è esibizionismo, c’è metodo. Allenarsi in gravidanza si può, a patto di adattare intensità e carichi alle indicazioni mediche. Qui non siamo davanti a una sfida sconsiderata. Siamo davanti a una professionista che conosce il proprio corpo e che dosa. Le sedute sembrano puntare su coordinazione, timing dei colpi, mobilità elastica. Il minimo indispensabile per restare dentro il gioco, senza forzare.

Quanto conta davvero? Conta perché il tocco non arrugginisce. Conta perché il ritmo, nel tennis, vive nelle caviglie e negli occhi, non solo nelle braccia. E conta anche psicologicamente: continuare a “sentire” il campo riduce la distanza dal giorno in cui si rientra a pieno regime.

Resta l’incognita dei tempi. Una stagione è lunga, tre lo sono ancora di più. Programmare ora il 2027 significa darsi un faro e prendersi la libertà di cambiare rotta se servirà. È onesto dirlo: non ci sono calendari, non ci sono date, non ci sono tornei cerchiati in rosso. C’è un percorso.

Alla fine, l’immagine che resta è semplice: una palla che torna in diagonale, una mano che la aggredisce prima del rimbalzo. È l’istinto di sempre, incapsulato in una nuova vita che avanza. E allora viene da chiedersi: quando riapriranno i cancelli del circuito, quanta voglia avrà la Camila Giorgi di rimettere in fila tutto, punteggio dopo punteggio? Se ascolti quel rumore secco di corde, la risposta sembra già in viaggio.