Challenger+125+Perugia+2026%3A+Jacopo+Vasam%C3%AC+avanza+con+successo+nel+torneo+superando+Cezar+Cretu
portnewseu
/2026/06/02/challenger-125-perugia-2026-jacopo-vasami-avanza-con-successo-nel-torneo-superando-cezar-cretu/amp/

Challenger 125 Perugia 2026: Jacopo Vasamì avanza con successo nel torneo superando Cezar Cretu

Umbria di sera, aria fresca e terra rossa che profuma di sfida: al Challenger 125 di Perugia il tennis si sente vicino, quasi domestico. È qui che Jacopo Vasamì, romano, apre il suo cammino con passo sicuro e uno sguardo che dice: ci sono, e voglio restare.

Perugia, un gradino che pesa

Il torneo umbro non è una tappa qualunque: un Challenger 125 premia il campione con 125 punti ATP e mette in scena giocatori pronti al salto. Il contesto è noto agli appassionati: week di partite intense, tabellone da 32, ritmo serrato. In questo quadro, contano solidità, gestione delle energie, lucidità nei momenti caldi. È la differenza tra restare di passaggio o lasciare un segno.

Nel suo esordio, Vasamì ha affrontato il rumeno Cezar Cretu, abituale frequentatore del circuito minore, avversario che non regala metri e che allunga gli scambi. La partita si è chiusa in due set. Il punteggio dettagliato non è stato comunicato al momento in cui scriviamo, ma l’andamento è chiaro: primo passo centrato, senza fronzoli. È un tipo di vittoria che racconta più di quanto sembri. Dice che la settimana è cominciata bene, ma anche che il margine di crescita resta lì, a portata.

C’è qualcosa di particolare nel modo in cui Perugia incide sui giocatori. La terra rossa esaspera il timing, ti costringe a pensare prima di colpire, a costruire colpo su colpo. È una lente di ingrandimento: se stai bene, si vede. Se tentenni, pure. In questo senso, vedere Vasamì cercare il campo con decisione – prime pesanti, piedi dentro il campo sulla palla corta, lungolinea a spezzare il ritmo – significa intravedere una scelta di identità. Non solo resistere: proporre.

Prossimo ostacolo: Llamas Ruiz, prova di maturità

Ora il livello sale. Al prossimo turno lo aspetta Pablo Llamas Ruiz, quinta testa di serie del tabellone. Spagnolo, cresciuto sulla polvere, diritto penetrante e attitudine da maratoneta: è il classico avversario che ti misura il fiato e la testa. Nei Challenger degli ultimi anni Llamas Ruiz si è fatto un nome per continuità e applicazione, qualità che in Umbria contano doppio.

La chiave? Servizio percentuale alta, prime variazioni sul rovescio avversario e, soprattutto, gestione dei “quarti” del game: i punti dal 30 pari in su. È lì che Llamas Ruiz tende a mettere la morsa. A un livello così, non basta “giocare bene”: serve scegliere il colpo giusto quando le gambe bruciano. Per intenderci, meglio una smorzata ben pensata al momento opportuno che tre vincenti cercati fuori scala. Perugia premia il coraggio intelligente.

Un dettaglio concreto: nei match contro avversari di ritmo come lo spagnolo, tornano utili i primi due colpi dello scambio. Se Vasamì terrà corto il lancio di palla, fluidità sulla spalla e uscita rapida dal servizio, potrà guadagnare il centro del campo con la risposta in corsia centrale e aprire gli angoli dopo. Semplice da dire, complicato da fare, ma è lì che si decide una partita del genere.

C’è, in tutto questo, un gusto quasi artigiano: la sensazione che il risultato nasca da piccoli aggiustamenti, come quando sistemi la presa per togliere mezzo giro d’inerzia e all’improvviso la palla scappa via meglio. Perugia esige pazienza e idee chiare. Vasamì la sua prima risposta l’ha data. La prossima, contro Llamas Ruiz, dirà chi vuole essere in questa settimana: comparsa o protagonista. E allora, domani, quando la luce si abbassa sul rosso dell’Umbria, chi sentirà per primo la palla parlare?