Ferrari entra nell’era elettrica con Luce, un progetto che promette prestazioni estreme, tecnologia e un modo nuovo di pensare l’abitacolo.
C’è un momento, nella storia di certi marchi, in cui il cambiamento non è più rimandabile. Per Ferrari quel momento ha un nome preciso: Luce.
È così che si chiamerà la prima Ferrari completamente elettrica, un modello destinato a far discutere, entusiasmare e, inevitabilmente, dividere.

Non è solo una nuova auto. È un passaggio simbolico. Perché quando un marchio come Ferrari decide di rinunciare al motore termico, lo fa a modo suo, senza compromessi e senza chiedere permesso.
Potenza elettrica, ma con il DNA Ferrari
Dal punto di vista tecnico, Luce non lascia spazio a interpretazioni timide. Il powertrain è composto da quattro motori elettrici, uno per ruota, capaci di superare complessivamente i mille cavalli. Numeri che parlano chiaro e che riportano subito il discorso su un terreno familiare al Cavallino: quello delle prestazioni pure.

L’architettura a 880 volt consente ricariche ultra rapide e una gestione dell’energia più efficiente, mentre la batteria da 122 kWh – sviluppata internamente a Maranello – promette un’autonomia di circa 530 chilometri. Non un record assoluto, ma un equilibrio studiato tra utilizzo reale e anima sportiva.
Lo scatto da 0 a 100 km/h in 2,5 secondi è lì a ricordare che, elettrica o meno, questa resta una Ferrari.
Tecnologia che arriva dalla pista
Sotto la carrozzeria, Luce è un concentrato di soluzioni avanzate. Il sistema di torque vectoring deriva direttamente dall’esperienza in Formula 1 e permette una distribuzione della coppia estremamente precisa. Le sospensioni attive reagiscono in tempo reale alle condizioni dell’asfalto, adattando l’assetto in modo quasi impercettibile per chi guida.
C’è poi una scelta tecnica meno visibile ma molto significativa: l’utilizzo di motori con configurazione Halbach array, una soluzione rara nell’automotive che migliora efficienza e risposta, rendendo l’erogazione più immediata e controllabile.
Dentro, una Ferrari come non l’abbiamo mai vista
La vera rottura col passato, però, si nota aprendo la porta. Gli interni di Luce sono stati progettati in collaborazione con Jony Ive e il suo studio LoveFrom. Un lavoro durato anni, pensato per ripensare completamente il concetto di abitacolo Ferrari.
Il risultato è uno spazio essenziale, pulito, quasi meditativo. Niente schermi invadenti, niente eccessi tecnologici ostentati. Tornano i comandi fisici, la plancia si alleggerisce, il volante a tre razze in alluminio riciclato diventa protagonista. Ogni elemento ha un senso preciso, nulla è lì solo per stupire.
Persino la chiave è stata ripensata: in vetro, con un piccolo display a inchiostro elettronico, trasforma l’accensione in un gesto simbolico, quasi rituale.
Produzione e futuro elettrico
La produzione di Luce inizierà nel 2026 nell’E-Building di Maranello, il nuovo polo dedicato ai modelli elettrici. È solo il primo passo di una strategia più ampia che porterà Ferrari a lanciare numerosi nuovi modelli entro il 2030, molti dei quali elettrificati.
Resta una domanda sospesa, che aleggia tra appassionati e puristi: sarà ancora una Ferrari, senza il rombo del motore? La risposta, come spesso accade, arriverà solo quando Luce toccherà davvero l’asfalto. Ma una cosa è certa: Ferrari non ha scelto la strada più facile. Ha scelto, ancora una volta, la sua.