Mateta, visite mediche non superate: il Milan si sfila e salta l’accordo col Crystal Palace

Ulteriori accertamenti sulle ginocchia di Mateta non convincono il Milan: l’affare col Crystal Palace salta. Dubbi in prospettiva e niente firma.

La sensazione era che fosse tutto pronto. I documenti, l’intesa tra i club, il sì del giocatore. Poi, come spesso accade quando entra in gioco la medicina sportiva, la realtà ha rallentato bruscamente. Jean-Philippe Mateta non sarà un nuovo attaccante del Milan: gli ulteriori accertamenti a cui il club rossonero ha sottoposto il francese nella giornata di oggi hanno evidenziato criticità tali da spingere la dirigenza a ritirarsi dall’operazione.

Salta l'accordo per Mateta al Milan
Mateta, visite mediche non superate: il Milan si sfila e salta l’accordo col Crystal Palace – Foto Ansa – sportnews.eu

Il punto non è ciò che Mateta è oggi. L’attaccante sta giocando regolarmente, è in condizione, non presenta limitazioni immediate. Il problema, per il Milan, è tutto in prospettiva. Una parola che pesa, soprattutto quando sul tavolo c’è un investimento da circa 35 milioni di euro e un progetto che guarda almeno alla prossima stagione europea.

Dopo l’accordo tra Milan e Crystal Palace, seguito da quello con il giocatore, Mateta aveva già svolto la prima parte delle visite mediche a Londra. Un passaggio ordinario, pensato per accelerare i tempi e permettere allo staff di metterlo subito a disposizione di Allegri. Tuttavia, una volta ricevuta la documentazione completa, a Milanello si è deciso di non fermarsi alla routine.

L’attenzione si è concentrata in particolare sul ginocchio destro. Un dettaglio noto, ma non secondario: nel 2019, quando Mateta giocava nel Mainz, il menisco aveva ceduto. Operazione a Monaco nel mese di luglio, rientro soltanto a metà dicembre. Un infortunio lontano nel tempo, sei anni e mezzo fa, ma che oggi torna d’attualità sotto forma di segnali che non convincono del tutto.

Per questo il responsabile dello staff sanitario rossonero, il dottor Mazzoni, ha deciso di intervenire in prima persona. Ulteriori verifiche, svolte oggi, che non hanno dato l’esito sperato. Da qui la scelta: meglio fermarsi ora che correre un rischio domani.

Le visite mediche evidenziano il problema: il rischio non è l’oggi, ma il domani

La chiave della decisione sta tutta qui. I dubbi del Milan non riguardano l’utilizzo immediato di Mateta, bensì la sua gestione nel medio periodo. Con una stagione europea alle porte e un calendario che, salvo sorprese clamorose, sarà fitto di impegni infrasettimanali, ogni incertezza fisica diventa un moltiplicatore di rischio.

Il timore, in sostanza, è quello di dover affrontare in futuro un nuovo intervento chirurgico. Un’ipotesi che nei mesi scorsi era già circolata sulla stampa inglese, poi rientrata, ma mai del tutto archiviata. Si parla di infiammazioni ricorrenti, di quelle situazioni che possono essere gestite con terapie conservative, ma che richiedono monitoraggi costanti, carichi calibrati, attenzione maniacale.

Per il Milan, a queste condizioni, l’esborso non è stato ritenuto congruo. Una valutazione fredda, quasi chirurgica, che rientra in una linea storica ben precisa.

Mateta, di fatto, resta sospeso. Aveva manifestato apertamente la volontà di lasciare il Crystal Palace, con segnali social tutt’altro che criptici nei giorni in cui l’operazione sembrava solo in attesa del timbro finale. Ora dovrà fare i conti con una fumata nera inattesa.

E anche a Milanello non c’è molto da festeggiare. Il centravanti individuato per aprire un nuovo ciclo non arriverà. A poche ore dalla chiusura del mercato, il tempo per virare su un’alternativa è ridotto al minimo. Last minute, anzi last second.

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