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MotoGP, Valentino Rossi: “Ducati e Honda migliori”. Cadalora lascia

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MotoGP 2018, Jerez Test | Le impressioni di Valentino Rossi dopo il Day-2.

Solo un undicesimo posto per Valentino Rossi al termine di questa giornata di test MotoGP a Jerez. Anche nella classifica combinata dei tempi dei due giorni occupa la medesima posizione. 651 millesimi di gap dal leader, il sorprendente Takaaki Nakagami.

C’è ancora tanto lavoro da fare in casa Yamaha per fare i progressi necessari in ottica 2019. La M1 non è ancora come il Dottore la desidera. Oggi è stata ufficializzato anche la separazione da Luca Cadalora, che in questi anni è stato il suo coach. Motivi personali dietro la scelta dell’ex pilota, nessuna rottura tra loro. Il rapporto rimane buono.

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Rossi al termine di questo Day-2 di test MotoGP ha spiegato come sono andate le cose, quelle che sono i suoi feedback. Ecco le sue parole, riprese da Motorsport.com: «Oggi sembra un po’ meglio, sia per me che per Maverick, che è andato molto forte anche come passo. Abbiamo lavorato e scelto un po’ di cose, quindi finiamo con una giornata piuttosto positiva, anche se penso che la strada sia ancora un po’ lunga. Speriamo che la Yamaha lavori ancora e ci porti qualcos’altro, perché mi sembra che i nostri avversari siano più veloci».

Valentino ha confermato che tra i due propulsori portati da Yamaha preferisce quello che dà più freno motore. Tuttavia, chiede lo stesso dei miglioramenti a livello di accelerazione e non solo. Il suo passo odierno non era malissimo, ma sia il compagno Maverick Vinales che altri rivali sono andati più forte. A proposito delle dichiarazioni spesso entusiastiche dello spagnolo, il 39enne pesarese ha commentato: «Mi piace moltissimo l’ottimismo di Maverick, ma secondo me bisognerebbe aspettare di averli risolti i problemi prima di dirlo».

Secondo il nove volte campione del mondo, la Yamaha dovrebbe imitare Ducati e Honda come organizzazione. Il gap è evidente e il Dottore spiega le ragioni: «La situazione tecnica in MotoGP è cambiata molto. La Ducati è stata la prima che ha fatto uno step, come quantità di gente e di ingegneri che lavorano. Si sono avvicinati un po’ più alla Formula 1, pur rimanendo ancora molto lontani. La Honda l’ha seguita. Per vincere bisogna fare uno sforzo di questo tipo. Bisogna vedere se succederà anche con la Yamaha».

 

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Matteo Bellan