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Tennis

Darderi, che favola! Batte anche Jodar ed è in semifinale

Una notte bagnata e densa, Roma che non dorme, e un ragazzo che si fa strada tra pioggia, fumo e nervi saldi. Luciano Darderi si prende il Foro con la tenacia dei giorni veri, quelli che ti cambiano il passo e, forse, la carriera.

Agli Internazionali d’Italia, la favola di Luciano Darderi ha trovato un altro capitolo sorprendente. L’azzurro ha piegato lo spagnolo Rafael Jodar, volto nuovo del circuito, al termine di una partita iniziata tardi e interrotta dai fumi provenienti dallo stadio Olimpico.

Darderi, che favola! Batte anche Jodar ed è in semifinale (AnsaFoto) – sportnews.eu

Condizioni imperfette, orari sfasati, energia volubile: il classico mix romano che sfianca o esalta. Darderi ha scelto la seconda. Il match ha avuto la gravità delle grandi serate. Dopo l’impresa con il n.3 del mondo Zverev, l’azzurro ha tenuto alta la barra anche nel primo set: sotto 2-5 nel tie-break, ha ritrovato colpi, misura, coraggio. Parole facili da dire, quasi impossibili da eseguire sul Centrale, con il pubblico in apnea e le righe scivolose. È lì che Darderi ha cambiato sguardo: niente fronzoli, solo palla profonda e gambe dure.

Nel secondo parziale la partita ha ruotato ancora. Darderi ha avuto due match point. Li ha mancati. Jodar non ha tremato e ha trascinato il set fino al 7-5, con scambi lunghi e tanta pazienza spagnola. Una contro-rimonta che avrebbe spento molti. Non lui. Qui sta il dato che resta: il ragazzo regge lo swing emotivo, incamera la delusione e la trasforma in benzina.

Poi la notte di Roma ha fatto il resto.

La notte, il pubblico, la svolta

Il terzo set si è acceso subito: break Darderi, 2-0 dopo un game infinito da oltre dodici minuti. Il boato del Centrale ha tagliato l’umidità come un fendente. L’azzurro ha attaccato la diagonale di rovescio, ha spinto con il dritto, ha cercato la prima di servizio senza strafare. Il secondo break è arrivato nel quarto gioco, complice anche la stanchezza e qualche crampo dello spagnolo. Da lì, parziale chiuso 6-0. Un “bagel” che dice una cosa semplice: quando la partita ha chiesto un padrone, Darderi si è fatto avanti.

Il risultato ha un peso storico per il tennis italiano. Con questa vittoria, Luciano diventa il decimo azzurro capace di raggiungere almeno una semifinale a livello Masters 1000; agli Internazionali, nell’Era Open, entra nell’albo degli otto italiani arrivati così in fondo.

Verso Ruud: un esame da grande

Venerdì lo attende Casper Ruud, norvegese solido, già protagonista a Roma e abituato ai palcoscenici grossi. Match diverso per ritmo e geometrie: meno fuoco d’artificio, più ordine e pressione continua. Serviranno percentuali alte sulla prima, variazioni di traiettoria, attenzione ai tempi a rete. Ma soprattutto servirà la stessa lucidità che ha tenuto accesa la miccia contro Jodar quando l’aria sapeva di pioggia e pazienza.

Qui non c’è solo il passaggio del turno. C’è la sensazione che il pubblico abbia adottato Darderi. Le notti romane fanno questo: accorciano le distanze, danno una casa alle storie che stanno nascendo.

Antonio Papa