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Kimi Antonelli, è nata una stella: l’italiano in fuga nel Mondiale F1

Il calore di Miami, le palme che tremano al primo via, i sorpassi che arrivano dove non c’è spazio. In mezzo, un ragazzo italiano che guida con la calma dei veterani e l’istinto dei predestinati. La corsa lo rincorre, lui l’addomestica.

Hanno vinto la città, il pubblico e la tensione del duello lungo tutta la gara. La Sprint l’ha presa Lando Norris. La domenica l’ha tenuta fra le mani Kimi Antonelli, dopo la sua terza pole position consecutiva. È stato un braccio di ferro a distanza. Tempi sul filo. Strategie pulite. Zero fronzoli.

Kimi Antonelli, è nata una stella: l’italiano in fuga nel Mondiale F1 (AnsaFoto) – sportnews.eu

La partenza ha acceso tutto. Max Verstappen ha pagato un testacoda dopo un confronto duro con Charles Leclerc. Pit stop immediato e rimonta dal fondo. Pochi metri più in là è arrivata la Safety Car: doppio incidente, quasi in simultanea. Isack Hadjar ha perso il controllo della Red Bull e ha colpito il muro. Al termine del rettilineo lungo si sono toccati Liam Lawson e Pierre Gasly: l’Alpine ha fatto un tonneau, poi si è fermata in equilibrio sulle protezioni. Nessun problema fisico segnalato per i tre piloti. Lì la corsa ha cambiato ritmo.

Quando si è tornati al verde, la McLaren ha giocato di squadra. Oscar Piastri ha tenuto viva la pressione, Norris ha marcato Antonelli. Ma giro dopo giro l’italiano ha gestito. Ha difeso nei punti caldi. Ha spinto quando contava. E ha resistito nel finale, quando le gomme iniziavano a chiedere il conto.

La prova di forza di Antonelli

Qui sta il cuore del weekend. Tre vittorie di fila, tre partenze dalla prima casella. A Miami Antonelli ha scelto il controllo, non l’azzardo. Ha vinto davanti a Norris, con Piastri terzo dopo un sorpasso pulito al penultimo giro su Leclerc. Nel momento chiave, il monegasco ha toccato il muro con l’anteriore sinistra, è finito in testacoda e ha aperto la porta alla rimonta degli altri. Dietro, quarto George Russell, nonostante danni all’ala anteriore; un risultato che pesa, ma non quanto basta a restare incollato in vetta.

Ed è qui che il quadro si allarga. Antonelli vola a quota 100 punti nel Mondiale F1. Russell insegue a 80. Il margine c’è e non è simbolico: racconta una costanza che spaventa.

Il dopo gara ha rimesso mano ai conti. A Leclerc è arrivato un drive-through “virtuale”: più passaggi fuori percorso e unsafe condition dopo il colpo al muro. Venti secondi sul tempo finale e retrocessione all’ottavo posto. Cinque secondi anche a Verstappen per aver oltrepassato la linea bianca al rientro in pista dopo il pit. Il campione olandese, nonostante la rimonta, ha dovuto incassare.

Solida la prova di Lewis Hamilton, sesto con una Ferrari segnata da un contatto nelle prime fasi con Franco Colapinto (Alpine). L’argentino ha chiuso settimo, prestazione maiuscola e personalità chiara. Nona e decima posizione per Carlos Sainz e Alexander Albon: doppio punto pesante per la Williams, alla miglior giornata dell’anno. In mezzo alla bagarre, si è visto anche un Russell aggressivo fino alla fine e un Piastri chirurgico al momento giusto.

Antonio Papa