Nazionale italiana, si riparte dopo la delusione: fissata la prima partita degli Azzurri

Dopo l’ennesima delusione, l’Italia prova a ripartire. Tra cambiamenti ai vertici e dubbi in panchina, arriva la data per tornare in campo.

Ci sono giornate che segnano un punto di rottura. E quella vissuta dal calcio italiano è una di quelle che difficilmente si dimenticano in fretta.

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L’eliminazione dai playoff e l’assenza dal Mondiale, ancora una volta, hanno riaperto ferite che non si erano mai davvero chiuse. Non è solo una sconfitta sportiva, è qualcosa che pesa più a fondo. Perché ormai non è più un episodio isolato.

Le dimissioni ai vertici della Federazione sono arrivate quasi come conseguenza inevitabile. Un segnale forte, che racconta la necessità di cambiare, di rimettere mano a un sistema che da troppo tempo fatica a ritrovare stabilità.

In mezzo a tutto questo, però, c’è anche una domanda molto concreta: da dove si riparte?

La prima partita per ricominciare

Una risposta, almeno parziale, è già arrivata. L’Italia tornerà in campo il 7 giugno per un’amichevole contro la Grecia. Non sarà una partita qualsiasi, anche se sulla carta lo è. Sarà il primo passo dopo una delusione pesante, il primo momento in cui si proverà a guardare avanti.

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Il raduno è previsto a fine maggio, a Coverciano. Un appuntamento che avrà un sapore diverso dal solito. Meno certezze, più interrogativi. E probabilmente anche tanti volti nuovi.

È facile immaginare una Nazionale piena di giovani, di giocatori alla prima esperienza, chiamati a mettersi alla prova in un momento complicato. Non sarà semplice, ma forse è proprio da qui che si può ricominciare davvero. Intanto resta da definire anche la seconda amichevole, che completerà questo primo ciclo di ripartenza.

Chi guiderà l’italia?

C’è però un nodo centrale che resta aperto: la panchina. La situazione è ancora incerta e le prossime settimane saranno decisive. Le dimissioni che hanno coinvolto i vertici federali rendono tutto più instabile, e la scelta del nuovo commissario tecnico non può essere affrettata.

Nel frattempo prende quota un’ipotesi già vista in passato: quella di un ct ad interim. Non sarebbe una novità assoluta. Dopo la mancata qualificazione al Mondiale del 2018, ad esempio, la Nazionale fu affidata temporaneamente a una soluzione interna, giusto il tempo di riorganizzare tutto. Uno scenario simile potrebbe ripetersi anche adesso, almeno per le prime uscite di giugno.

Uno sguardo già al futuro

Dopo le amichevoli estive, ci sarà una pausa. Ma non durerà molto. A fine settembre torneranno gli impegni ufficiali con la Nations League, e lì il margine per sperimentare sarà già più ridotto. Servirà una direzione chiara, una guida stabile e, soprattutto, un progetto.

Il girone non sarà semplice. L’Italia si troverà di fronte avversari importanti, in un contesto competitivo che non lascia molto spazio agli errori. E forse è proprio questo il punto. Più che la singola partita, conta il percorso che inizierà adesso.

Perché questa volta non si tratta solo di rialzarsi dopo una sconfitta. Si tratta di capire che tipo di Nazionale si vuole costruire per gli anni che verranno.