Mondo del calcio in lutto: addio all’ex Inter Andy Brehme

Si è spento la scorsa notte l’ex calciatore e allenatore Andy Brehme: l’icona del calcio tedesco aveva 63 anni.

Andreas Brehme
Andreas Brehme, morto l’ex calciatore di Inter e Bayern Monaco (Sportnews.eu)

È morto improvvisamente, all’età di 63 anni, Andy Brehme. L’ex calciatore, che in carriera ha vestito le maglie di Bayern Monaco ed Inter, e allenatore tedesco è deceduto la scorsa notte a causa di un arresto cardiaco.

Brehme era stato trasportato in una clinica, che si trova vicino al suo appartamento, purtroppo, però, i medici non hanno potuto far nulla per salvargli la vita. Già tanti i messaggi di cordoglio per la famiglia.

Morto Andreas Brehme: l’ex campione del mondo aveva 63 anni

Andreas Brehme
Andreas Brehme con la maglia della nazionale tedesca (Sportnews.eu)

Un arresto cardiaco improvviso. Se n’è andato così, all’età di 63 anni, Andreas Brehme, leggenda del calcio tedesco. Il decesso la scorsa notte, tra lunedì 19 e martedì 20 febbraio: secondo quanto riporta il quotidiano tedesco Bild, dopo il malore, l’ex calciatore è stato trasportato presso il pronto soccorso della clinica in Ziemssenstrasse, vicina alla sua abitazione. I medici hanno provato a rianimarlo in tutti i modi, ma non è stato possibile far nulla.

A dare il triste annuncio è stata la compagna Susanne Schaefer che ha poi chiesto di rispettare la privacy in un momento di simile dolore per la famiglia, colpita dall’improvvisa perdita. Brehme, oltre alla compagna, lascia i due figli Ricardo e Alessio, avuti dal precedente matrimonio con Pilar Martinez.

La carriera

Nato il 9 novembre del 1960 ad Amburgo, Brehme è cresciuto nelle giovanili della squadra locale del Barmbek-Uhlenhorst che nel 1978 lo fece esordire in prima squadra. Nel 1980 si trasferisce al Saarbrücken, dove rimase una sola stagione prima di essere acquistato dal Kaiserslautern. È qui che il difensore dimostra le sue capacità in campo: oltre alle qualità difensive, Brehme era dotato di grande tecnica e dinamismo che lo rendevano fondamentale nella costruzione di gioco e nella fase offensiva riuscendo ad andare in rete con una certa frequenza, nonostante il suo ruolo. Qualità che spinsero il Bayern Monaco ad acquistarlo nel 1986, qui vinse un campionato tedesco ed una Supercoppa di Germania.

Poi due anni dopo, il trasferimento all’Inter. Ai nerazzurri rimase legato per quattro stagioni conquistando lo Scudetto nel 1989 e la Coppa Uefa due anni più tardi. Chiusa l’esperienza all’Inter, dopo una breve parentesi al Real Saragozza, tornò al Kaiserslautern, per poi appendere gli scarpini al chiodo nel 1998.

In carriera è stato anche un pilastro della Nazionale tedesca degli anni ’80-’90 vincendo anche il Mondiale disputato in Italia nel 1990. Sua la rete decisiva, su calcio di rigore a cinque minuti dal triplice fischio, nella finale allo stadio Olimpico di Roma contro l’Argentina.

Dopo il ritiro, intraprese la carriera da allenatore prima sulla panchina del Kaiserslautern, poi su quella dell’Unterhaching. Infine, nella stagione 2005-2006 ricoprì il ruolo di vice allo Stoccarda.