Stellantis, produzione ferma: spiegato il motivo

Stellantis in crisi, la produzione si è fermata e potrebbe non ripartire a breve

Stellantis, produzione ferma
Stellantis Europe Atessa (sportnews.eu)

In Stellantis in questo momento persiste parecchio fervore, le scelte del colosso europeo delle automobili stanno facendo discutere molto, soprattutto per il via alla produzione massiva di automobili elettriche che praticamente avverrà anche in Italia a partire da inizio 2024. Il mercato delle automobili sta vivendo un periodo di grosso cambiamento e si sa che durante queste fasi i rischi sono sempre dietro l’angolo, anche se arrivare ad un blocco della produzione era forse inimmaginabile. Questo però è quel che è accaduto nello stabilimento Stellantis Europe Stessa, la ex Sevel, un blocco che ha fatto discutere parecchio e che ancora non sembra totalmente risolto.

Due giorni sia top per Stellantis per mancanza di materiale, la colpa sarebbe della vicina Baomarc!

Stellantis, produzione ferma
produzione auto ferma (sportnews.eu)

I prezzi dei veicoli in questi ultimi mesi è salito molto proprio per via dei rincari dovuti alla minor disponibilità di materie prime. Soprattutto le terre rare per le componenti elettroniche sono divenute ben più care ma, nonostante tutte le problematiche del caso non abbiamo assistito mai ad un vero e proprio fermo. Questo però è ciò che è accaduto due giorni fa in Stellantis Europe Atessa, dove la mancanza di materiale ha portato al blocco della produzione che doveva inizialmente essere solo momentaneo. Anche nella giornata di ieri però non ci sono state grosse evoluzioni con il conseguente annuncio del proseguo del blocco produttivo anche per il terzo turno della giornata.

Ad oggi la situazione sembra essere in via di ristabilimento e la colpa di tali disguidi è da attribuirsi alla mancanza di fornitura di prodotti dal vicino stabilimento Baomarc, responsabile della produzione di diversi componenti poi ceduti a Stellantis. Per gli operai i due giorni persi verranno coperti dalla cassa integrazione mentre a lavorare a ciclo ininterrotto ha continuato solo il reparto Ckd.

Per molti un tale blocco potrebbe non sembrare significativo, in termini di attirato però l’azienda ha perso centinaia di migliaia di euro per via di questo “leggero” inconveniente. Per il futuro sembra però che non siano da prevedere altre brutte sorprese, la paura è stata solo momentanea per gli operai che adesso possono riprendere da dove avevano lasciato.

Pubblicista da sempre amante dello sport, soprattutto delle sfaccettature meno evidenti che spesso vengono difficilmente trasmesse al grande pubblico. Il mio obiettivo è quello di trasferire la mia passione per lo sport agli altri, soprattutto accendendo un faro sui retroscena apparentemente insignificanti ma che, come spesso accade, regolano questo mondo particolare.