Un ex Atalanta si scaglia contro Gasperini: parole pesantissime

E’ arrivata la prima sosta per i campionati europei: i giocatori sono ora nei ritiri delle nazionali in vista delle partite di qualificazione a Euro 2024 e Mondiali 2026

Atalanta Maehle accuse Gasperini dittatore
Gian Piero Gasperini (Instagram)

E’ arrivata la prima sosta per i campionati europei: i giocatori sono ora nei ritiri delle nazionali in vista delle partite di qualificazione a Euro 2024 e Mondiali 2026, mentre i club sono al lavoro con gli elementi che sono rimasti a disposizione. Questa è sicuramente un’ottima occasione per le piccole squadre che hanno a disposizione due settimane di lavoro con molti effettivi a disposizione.

Maehle attacca Gasperini dal ritiro: “Non c’era libertà, era un dittatore”

Joakim Maehle accuse Gasperini
Joakim Maehle (Instagram – joakim_maehle)

Solitamente, però, il periodo della pausa coincide anche con quello delle polemiche. Non è raro, infatti, che i giocatori mentre si trovano nei ritiri delle proprie nazionali, a contatto con le televisioni e i giornali dei loro paesi di provenienza, si lascino andare a commenti e ad esternazioni al di sopra delle righe. Ed è quello che è successo con Joakim Maehle, ex esterno dell’Atalanta passato in estate al Wolfsburg, che dal ritiro della Danimarca ha parlato di Gian Piero Gasperini. E le sue non sono state parole dolci, per usare un eufemismo.

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“La sua potrebbe essere definita una gestione dittatoriale, basata sulla paura. Non ero abituato a tutto questo”, ha spiegato il danese. L’ex atalantino ha poi aggiunto: “Se avevamo una doppia seduta di allenamento, nel pomeriggio diceva che dovevamo rimanere a dormire al centro la sera perché pensava che dovessimo farlo. È uno stile di gestione diverso da quello a cui ero abituato: si potrebbe definire una gestione basata sulla paura. All’Atalanta l’allenatore decideva tutto. Non c’era libertà ed è stato duro mentalmente”. Poi il giocatore ha parlato della sua scelta di lasciare Bergamo: “Avevo bisogno di una nuova sfida: lì ero uno dei tanti, al Wolfsburg mi sento parte del progetto e c’è più umorismo nello spogliatoio”.