10 cose che non sapevi sull’attaccante del Milan: Rafael Leao

Portoghese, classe ’99, attaccante del Milan. Ma non è tutto quello che c’è da sapere sul giovane talentuoso Rafael Leao. Ecco 10 cose che forse non sapevi.

Rafael Leao 10 curiosità
Rafael Leao (ansa foto) SPORTNEWS.EU

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Rafael Leao, cresciuto calcisticamente nello Sporting Lisbona con cui ha esordito e ha vinto una Coppa diLlega portoghese nel 2018. Nello stesso anno è passato al Lilla dove ha giocato solamente un anno per poi trasferirsi al Milan dove è diventata una vera e propria punta di diamante della squadra, bramato dai più prestigiosi club europei.

10 cose che non sapevi su Rafael Leao

Rafael Leao 10 curiosità
Rafael Leao (instagram foto) SPORTNEWS.EU

Rafael Leao è nato in Portogallo ma le sue origini sono angolane.

Non è solo un campione con gli scarpini ai piedi ma ha anche un’altra grande passione. L’attaccante rossonero, infatti, è un grande appassionato di musica e nel 2021 ha pubblicato il suo primo disco, intitolato ”Beginning‘.

E’ molto amico con il rapper Lazza, chissà che un giorno non collaboreranno in un brano musicale.

Il giovane calciatore, nonostante l’ottima forma fisica, è anche una buona forchetta e il suo piatto preferito è il bacalhau a bras, una pietanza a base di baccalà.

E’ un grande appassionato di moda e sfoggia sempre outfit da capogiro.

Sul collo ha tatuata la scritta ”tudo passa” che tradotto dal portoghese significa ”tutto passa”, stesso tatuaggio del calciatore Neymar.

Il gol più veloce della Serie A è stato segnato proprio da Leao, dopo soli 6 secondi e 76 centesimi dal fischio d’inizio.

Quanto era ancora piccolo, l’attuale talento rossonero era in realtà finito nel mirino dell’Inter che però non concretizzò l’acquisto.

Qual è il suo hobby preferito? Per rilassarsi Leao gioca a ping pong.

Inoltre è molto legato alla sua famiglia e l’esultanza della mano vicina all’orecchio che mima una telefonata, è dedicata al suo papà al quale telefonava ogni volta che terminava una gara, sin dai tempi dell’accademia allo Sporting, per raccontargli il suo gol quando non poteva andarlo a vedere.

 

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