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CALCIO

PSG, bilancio in rosso ma si pensa ancora a comprare: UEFA cosa fai?

Al termine di Giugno si chiuderà il bilancio finanziario della passata stagione. Ancora una volta il PSG presenta un bilancio in super rosso ma nel frattempo pensa ancora a comprare. Perché la UEFA non interviene?

Il rinnovo di Mbappè al PSG con il presidente Al-Khelaïfi (Ansa)

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Non è più calcio: è Monopoli. Il PSG è riuscito però ad inasprire ancor di più questa concezione: è come se giocando al famoso gioco da tavolo e andando in bancarotta, avessero preso una nuova scatola e si fossero messi in tasca tutte le banconote contenute in essa, senza dar spiegazioni agli altri giocatori. Al termine del mese di Giugno verranno chiusi i bilanci finanziari della passata stagione e la squadra parigina presenterà un conto in rosso di una cifra compresa tra i 200 ed i 300 milioni. Al presidente Al-Khelaïfi questo però non interessa: dopo aver rinnovato il contratto a Mbappè, il quale percepirà circa 250 milioni in 3 anni, il club propone all’Inter 60 milioni per Skriniar. A questo punto la domanda sorge spontanea: perché la UEFA non interviene?

PSG, bilancio in rosso ma si pensa ancora ad acquistare: perché la UEFA non interviene?

Sembra già lontano il momento in cui i massimi club europei organizzavano la Super Lega. La stragrande maggioranza degli amanti di questo sport pregava che ciò non accadesse perché “il calcio è del popolo“. Non sembra però che ci sia molta differenza ad oggi. Il calcio non è del popolo ma di una stretta cerchia di persone che possiede alta liquidità di denaro e che può fare ciò che vuole senza render conto a nessuno.

Logo della UEFA (Ansa)

Nessuno ha detto nulla quando qualche anno fa sempre il club francese ufficializzò nella stessa sessione di mercato sia Neymar che Mbappè per un valore di mercato di circa 400 milioni di euro. È dovuto intervenire pochi giorni fa Javier Tebas, presidente della Liga Spagnola, per denunciare gli atti poco leciti di PSG e Manchester City, come se la UEFA fosse totalmente all’oscuro di tutto ciò.

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E cosa accadrà se la denuncia venisse accolta? Il PSG non potrà fare mercato per un anno al massimo. E chi se ne frega penseranno i dirigenti. La stagione seguente riprenderanno a mettere sul tavolo valigie piene di soldi accaparrandosi i migliori talenti in circolazione. Come se per vincere in questo gioco bastassero solamente assegni faraonici.

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Le regole che governano il mondo finanziario in correlazione a tale sport andrebbero riviste ed applicate con maggior vigore. Che il calcio non sia del popolo lo abbiamo capito da diversi anni oramai ma vederlo appartenere a solamente due o tre club a livello mondiale è una ferita aperta sui cuori di tutti gli appassionati e non si cicatrizzerà con qualche banconota in più.

Nicolo De Francesco