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CALCIO

Gian Luca Waldschmidt, ecco il falso nueve tedesco che piace alla Lazio

Luca Waldschmidt, il mancino tedesco col vizietto del gol

Notizie Under 21. Gian Luca Waldschmidt, talismano della Germania dei giovani. Attaccante duttile e ragazzo riservato.

Spensieratezza, sorrisi e serie tivù. Potrebbe riassumersi così la giovinezza di Gian Luca Waldschmidt, talento della Germania Under 21 che incanta gli addetti ai lavori e gli appassionati di calcio. A soli 23 anni è già in grado di caricarsi una Nazionale sulle spalle, come ha dimostrato contro la Romania al Dall’Ara di Bologna, segnando due gol.

Waldschmidt ama divertirsi e divertire, come testimonia il suo account Instagram ufficiale: davanti alla telecamera è efficace quasi quanto sotto porta, sette all’attivo i gol per lui in questo Europeo è c’e una finale ancora da giocare. Un po’ di più gli interessi, che lo rendono più umano di quanto non voglia sembrare con gli scarpini tra i piedi. Un ragazzo dalle solide certezze, figlio d’arte – il papà Wolfgang ha militato nel Darmstadt – pieno d’entusiasmo. Ciò che pretende in campo cerca di restituirlo nella vita quotidiana, infatti i suoi successi sul rettangolo verde sono la conseguenza di un’attenta pianificazione abbinata all’esecuzione di una dieta ferrea.

Gian Luca Waldschmidt: promessa tedesca che piace alla Lazio

Poco importa se è diventato vegano guardando “What the health” su Netflix, ciò che conta è il suo ottimismo nel porsi di fronte alle novità che la vita gli mette davanti. Dagli esordi alla ribalta con la facilità di un contropiede, i primi passi mossi nell’SSV Oranien Frohnhausen, per poi proseguire nell’SSC Juno Burg ed una stagione al TSG Wieseck. Insomma una gavetta in giro per le squadre più promettenti del movimento calcistico tedesco.

La grande occasione arriva nelle giovanili dell’Eintracht Francoforte, Waldschmidt realizza ben 44 gol in tre anni fra Under 17 e Under 19. Questa crescita esponenziale gli è valsa la promozione in seconda squadra e i primi ostacoli da superare a livello sportivo. La stagione 2014-2015, infatti, per lui è da dimenticare complice un’infiammazione all’osso pubico che l’ha costretto in infermeria per buona parte dell’anno.

Un ragazzo cresciuto a pane e sacrificio, dunque, che nonostante i natali illustri in famiglia, ha sempre dovuto sudarsi ogni scatto. Conquistarsi ogni traguardo con caparbietà. I primi riscontri arrivano dopo l’infortunio, quando – una volta ripresosi dalla convalescenza – ha debuttato da titolare contro il Bayern Leverkusen: 69 minuti, tanto gli è bastato per capire che fosse di nuovo in pista e dovesse riprendere a premere sull’acceleratore.

Le tappe, a suo modo, le brucia quando la stagione successiva approda all’Amburgo dove segna il primo gol in Bundesliga, dopo aver già lasciato il segno in Coppa di Germania in una delle ultime apparizioni con l’Eintracht: quella rete ha un sapore particolare, perché non solo è la sua prima segnatura in un campionato di livello professionistico, ma regala anche la salvezza alla squadra.

Un compleanno, quello del 2016, che Waldschmidt difficilmente dimenticherà. Un’altra stagione deludente, però, lo sorprende nel 2017-2018 quando sempre con l’Amburgo non riesce ad evitare la retrocessione. Non è bastato un suo gol, stavolta, a limitare i danni.

Perlomeno lui sta bene e non deve più tormentarsi con gli infortuni: ecco, infatti, che il suo immenso talento esplode nell’ultima stagione col Friburgo. Vera e propria prova di maturità, superata alla grande, in cui il giocatore sembra davvero sbocciato dopo una lunga ed estenuante – addolcita da qualche soddisfazione – gavetta.

La sua padronanza in area di rigore è disarmante, è in grado di far reparto da solo, se necessario. Può giocare sia da prima che da seconda punta, proprio questa duttilità ne fa un vero e proprio jolly irrinunciabile per la Germania. Corsa e fisicità che terminano in un mancino, il suo piede preferito, alquanto poderoso.

Se le prodezze parlano per lui, Gian Luca fuori dal campo è un tipo riservato che ama poco il clamore e preferisce rispondere con i fatti: al termine di una partita gradisce ascoltare musica rock che alterna al punk, per scaricare l’adrenalina. Si dice single anche se iniziano ad affiorare i primi vantaggi del successo: non è cercato solo sul mercato – piace moltissimo alla Lazio di Inzaghi – e vuole ponderare ogni sua scelta. Anche se il bello dei vent’anni, forse, è proprio quello di affrontare la vita con leggerezza ed euforia. In attesa della prossima doppietta.

Andrea Desideri