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Roma, De Rossi: “Mi aspettavo un addio diverso, ma devo accettare. Mi sento ancora giocatore”.

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Daniele De Rossi addio alla Roma
Daniele De Rossi addio alla Roma

Daniele De Rossi in conferenza stampa per annunciare il suo addio alla Roma, anticipato dal club.

Il centrocampista lascerà a fine stagione dopo 18 anni in cui ha indossato la maglia giallorossa, finora l’unica. Il suo addio arriva a distanza di 2 anni da quello di Totti, dal quale ha ereditato la fascia da capitano. La sua ultima gara nella Capitale sarà contro il Parma, il 26 maggio. De Rossi non lascerà il calcio, probabilmente andrà a giocare negli Stati Uniti.

De Rossi è stato campione del Mondo con l’Italia nel 2006 in Germania. In sala stampa tutta la squadra, i giocatori seduti nelle prime file. Applausi all’ingresso del giocatore. Al suo fianco il CEO Fienga.

Parla Fienga: “Mi sono incontrato ieri con Daniele e gli ho comunicato la decisione di non rinnovare il contratto. Ho espresso il desiderio di averlo in società. Spero che Daniele voglia accogliere addirittura l’idea di affiancarmi come vice nel valutare alcune decisioni da prendere in questo momento delicato della nostra storia. La proposta è sempre valida”.

Microfono a De Rossi. Cambieresti qualcosa nella tua carriera?: “Cambierei alcuni episodi di campo ma riguarda alle mie scelte di fedeltà alla Roma non cambierei nulla. Metterei qualche Coppa in bacheca. Qualche errore in questi anni è stato commesso”.

Colori giallorossi: “Hanno sempre dimostrato di tenere a me e io lo stesso. Non li cambierei mai. Sarebbe stato assurdo abbandonarli. Un grande amore che continuerà sotto forme diverse. Forse sarò in qualche settore allo stadio da tifoso”.

Futuro: “Mi è stato comunicato ieri, ma io, a 36 anni, avevo capito che se nessuno ti chiama l’intenzione della società era quella. Riguardo al futuro, ringrazio Guido per l’offerta. La sensazione di stima era forte, come quella di poter ancora andare avanti. Vanno però rispettate le scelte della società. Riguardo ad altre squadre no. Mi sono arrivati 500 messaggi. Non ho idee particolari, ma mi sento ancora un calciatore. Farei un toro a me stesso se smettessi”.

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Decisione: “Sta alla società ma io sarei potuto essere importante. Potevo decidere di restare , ma se la società non vuole devo starci. Il rammarico forse perchè ci siamo parlati poco e spero che in questo la società migliori in questo. Questo è il calcio”.

Ancora: “Senza entrare nei dettagli. Consigli ai tifosi posso darne pochi. State vicino ai giocatori”.

Ipotesi allenatore e se romanità è indispensabile: “Ho sempre detto che potrei fare l’allenatore ma devo studiare. Dirigente non  i attira particolarmente, ma qui potrebbe essere diverso. Rispetto a Totti, vedo che non si può mettere mano poco e spero prenda più potere. Se cambierò idea lo raggiungerò. Mi piacerebbe  fare l’allenatore. Il romanismo è qualcosa d’importante ed è in mano salde con Florenzi e Pellegrini, senza scimmiottare me e Francesco. Ma per esempio anche uno come Cristante è attaccato alla maglia. Non è necessario il romanismo ma il professionismo”.

A Fienga perchè mancato rinnovo: “Quando mi sono reso conto che non poteva essere presa una decisione di conferma, anche per errori recenti, ho spiegato a Daniele che la società non poteva considerare più come giocatore. Secondo me lui è già pronto per fare il dirigente. Lui è in grado di aiutarmi e un domani sostituirmi. La cosa è stata condizionato da vari episodi durante l’anno, ma i sono le mosse che fa l’azienda di cui tenere conto. Rispettiamo il fatto che vuole continuare a giocare. E’ maturo di poter fare qualsiasi cosa in futuro, quando vorrà mettersi la giacca sarà il benvenuto. L’azienda ha bisogno di lui”.

Distacco tra società e giocatore. Addio diverso: “Ho accettato di prepararmi mentalmente all’addio. Non sarebbe stato facile comunque. Il distacco ovviamente non mi rende felice ma non ho rancore. Non ho problemi a parlare con nessuno. Immaginavo certamente diverso, ma devo accettarlo, altrimenti mi faccio male da solo. Sono convinto che avrei potuto dare un buon apporto a livello tecnico, come ho dimostrato quest’anno”.

Molti addii negli ultimi anni: “Tante volte ho avuto la sensazione che diventassimo molto forti poi però abbiamo fatto passi indietro. Ognuno però spende quello che può, ma non entro nei numeri perchè non sono esperto in materia. Il calcio va avanti per tutti. Qui si sta bene e bisognerebbe fare quel passo in più. C’è una squadra dalla quale si può ripartire”.

Futuro: “Una consapevolezza che avevo un contratto in scadenza. Monchi mi aveva dato rassicurazioni, ma io la sensazione l’ho sempre avuta. Dopo la fine del campionato vedrò. Passerò un pò di tempo senza pensare al calcio. Nazionale? Vediamo. Ora devo parlarne in famiglia e con me stesso”.

Quali gare rigiocherebbe : “Ogni anno mi viene in mente di cambiare una gara. Forse vorrei cambiare Liverpool-Roma perchè stavo sognando. Ognuno vive di rimpianti, anche Messi. Devo ringraziare Dio per la carriera che ho fatto, avrei firmato. Nella squadra che tifavo, con ragazzi stupendi e tifosi stupendi. Ho avuto amici che si identificavano in me”.

Applausi in sala.

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