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Bimba senza mensa, Antonio Candreva si offre di pagare la retta. Caso risolto.

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 Antonio Candreva si e' detto ponto a pagare la retta della mensa della bambina di Verona
Antonio Candreva si e’ detto ponto a pagare la retta della mensa alla bambina di Verona

Una storia a lieto fine risolta in modo definitivo. Carne bianca, formaggio di asiago, carote, zucchine e lo yogurt. La bambina di 8 anni, figlia di genitori di origine marocchina, residenti a Minerbe, piccolo comune del veronese, poveri e rimasti senza lavoro da settembre, non potevano pagare la retta della mensa della scuola primaria. Oggi la piccola è tornata a mangiare in mensa un pasto regolare come tutti i suoi compagni di scuola e non più solo crackers e una scatoletta di tonno.

L’amministrazione comunale leghista aveva deciso di ridurre il pasto alla piccola proprio per le pendenze dei genitori. La svolta ieri, dopo le polemiche, grazie all’intervento del centrocampista dell‘Inter, Antonio Candreva, padre di due figli, l’ultimo nato meno di un anno fa. Era in viaggio da Milano a Roma, colpito dalla notizia letta sul web, si è immediatamente attivato contattando il sindaco per capire di cosa si trattasse e chiudere la faccenda.

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L’ex giocatore della Lazio avrebbe anche chiesto se ci fossero altri casi urgenti come questo. Il primo cittadino, il leghista Andrea Girardi, ci ha spiegato che il caso è chiuso, grazie all’intervento del calciatore che ha garantito di voler coprire il debito così come quello di altri cittadini colpiti dalla vicenda. Il sindaco ha poi voluto precisare che la questione del pasto ridotto sarebbe accaduto solo il 29 marzo. La segreteria provinciale del Partito democratico aveva denunciato il caso parlando di scelta discriminatoria.

Il comune invece sostiene di aver contattato più volte la coppia di genitori prospettandogli soluzioni per rientrare dell’ammanco, proponendo anche dei lavori che sarebbero stati rifiutati. Adesso l’intervento del giocatore dell’Inter a chiudere la questione. Candreva non è nuovo a gesti di beneficenza, sopratutto se si tratta di bambini, nel 2015 aveva partecipato a una campagna di beneficenza dell’Atac, l’azienda del trasporti pubblico di Roma, in favore di una Onlus che si occupa di bambini del Senegal.

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