Scontri Inter-Napoli. La confessione di Da Ros: “Ecco come il capo ultras Piovella dava ordini precisi”. Indagato anche il capo dei Viking

Scontri Inter-Napoli le novità dell'inchiesta
Scontri Inter-Napoli le novità dell’inchiesta

E’ reticente, potente e influente con il suo gruppo di ultras subordinati, in grado di condizionare le dichiarazioni di coloro che verranno ascoltati dagli inquirenti nel corso delle indagini, c’è il pericolo di reiterazione dei reati. Lo scrive il Gip di Milano, Guido Salvini, nella nuova ordinanza con la quale motiva l’arresto, ieri mattina del capo ultra’ dei Boys San, Marco Piovella, accusato di rissa aggravata, lesioni e getto pericoloso di oggetti. Il 34enne era già noto alle forze dell’ordine con numerose denunce per episodi di violenza in occasioni di manifestazioni sportive, e’ indagato anche per aver violato il DaSpo a cui e’ sottoposto.

Agli investigatori che lo hanno sentito a lungo due giorni fa, Piovella ha ammesso solo di aver preso parte agli scontri ma ha negato di aver comandato lui l’assalto ai tifosi del Napoli. Ha raccontare invece di come Piovella desse ordini ben precisi per la guerriglia di Santo Stefano, il più giovane dei tre ultras arrestati per la rissa. Luca Da Ros ricostruisce così l’azione. “Il capo, il Rosso, così chiamano Piovella in curva, ha detto andiamo e io sono andato. Siamo partiti tutti in macchina, eravamo circa 120 persone. Una volta lasciate le auto, prosegue il racconto del ragazzo, ci siamo fermati tutti contro un muro. All’inizio non avevo armi, poi hanno dato a tutti un bastone. Io ero in mezzo non sapevo cosa fare. Iniziano a passare i furgoni, quindi usciamo dall’angolo. Molti van dei napoletani si sono fermati, altri no” dice Da Ros.

Nel combattimento del 26 dicembre ha perso la vita l’ultrà nerazzurro Daniele Belardinelli, investito da una macchina, forse una station vagon o un monovolume, che gli investigatori stanno cercando di individuare insieme al conducente. Ed è stato proprio Piovella a fornire agli inquirenti un nuovo particolare sulla morte di Belardinelli, “sarebbe stato schiacciato lentamente da un’auto scura che gli e’ passata sopra, a bassissima velocità con le due ruote della parte destra del mezzo” ha detto il capo dei Boys.

Una testimonianza sulla quale gli investigatoti restano molto cauti. Tra gli indagati a piede libero c’è anche il leader storico dei Viking, Nino Ciccarelli, riconosciuto nelle immagini di video e foto. Ciccarelli, 49 anni, ha alle spalle 12 anni di carcere e 5 anni di Daspo. Gli inquirenti ieri lo hanno sentito a lungo. “Quanto avvenuto e’ espressione tra le più brutali di una ‘sottocultura sportiva di banda’ che richiama a, uno scontro tra opposte fazioni politiche” scrive il Gip Salvini.

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