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Roma. Garcia: “Mi piace l’italiano. Per la Juve bisogna arrivare bene

L’allenatore giallorosso parla a Sky Sport…

(Getty Images)

NOTIZIE ROMA – Intervistato in esclusiva da Angelo Mangiante per Sky Sport, il tecnico Rudi Garcia ha parlato di vari temi attorno alla Roma e al calcio, ma non solo.

Una cosa da cambiare nel mondo: “Vedere ancora tanta gente che ha fame, siamo nell’era della tecnologia, quando paragoniamo come queste… siamo nel XXI ecolo, questo non è normale“.

La notizia che l’ha più colpita nel 2013: “Il fatto che Nelson Mandela non è più con noi, è uno degli uomini più importanti che il mondo ha avuto. Ha fatto le cose uguali per tutti, un esempio per tutti, per i nostri bambini“.

Come si combatte il razzismo nel calcio? “Non lo so, non può esistere il razzismo. Per me la società deve guardare quello che succede nello sport, nelle squadre… guardare anche la società. Per noi non è importante il colore della pelle, nè la religione, ma che sia un buon giocatore e giochi per la squadra…”

Il derby vinto: “Tutte le cose negative arrivano con più forza dopo la finale di Coppa Italia persa, per questo ho visto il calendario, alla quarta c’era questo derby, la maniera migliore per cancellare quello che è successo“.

Idoli: “Platini, è normale, ha giocato anche in Italia, ha fatto grandi cose in Francia. Non dimentico che la squadra di Zidane ha vinto la Coppa del Mondo ma per me era lui il mio idolo. Mi piaceva anche Cruiff“.

Cos’ha in più rispetto alla Juventus, la difesa? “Si, guardando le statistiche, ma la Juve sta facendo una stagione da record. Per questo quando leggo che la Roma sta facendo meno bene, in realtà ha fatto una stagione incredibile. In tutti gli anni passati, con questi punti eravamo primi. La Juve ha molta esperienza, possono fare due squadre dello stesso livello ma è normale quando un club è tanto famoso e gioca la Champions“.

Garcia continua: “Non dimentico che abbiamo avuto fuori giocatori come Totti, Gervinho, Destro. Normale che sul piano offensivo le cose vanno bene, se togliamo ad esempio Tevez e Llorente di sicuro anche loro sarebbero meno forti“.

Il 5 gennaio: “Ci saranno 6-7 giorni fuori da Trigoria, ma i giocatori hanno un programma da seguire, mi fido molto di loro, sono giocator intelligenti e sanno che quella partita è bella da giocare, per farla bene dovranno stare bene

L’italiano: “Mi piace questa lingua, importante per me imparare velocemente, la comunicazione è fondamentale. Quando mi piace una lingua è poù facile imparare“.

Nei sogni c’è anche la parola “scudetto”: “Si, quando inizio una competizione, qualsiasi gioco è per vincere ma questo è normale, è la passione.Dopo c’è la ragione,  vedremo, a volte i favoriti non fanno il loro lavoro e dovremo essere pronti a prendere il posto. Al momento, la Juve non molla“.

Redazione Sportiva