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LAZIO. LOTITO: “E’ impensabile chiudere lo stadio per colpa di dieci delinquenti”

Questa la dura reazione del presidente biancoceleste dopo la decisione dell’Uefa…

(getty images)

NOTIZIE SS LAZIO – «La tifoseria organizzata della Lazio non ha assunto comportamenti razzisti. Faremo ricorso per ripristinare la legalità e la giustizia. Deve emergere la verità». Parola di Claudio Lotito che ai micorfoni di Sky Sport si mostra furioso per la decisione della Uefa di punire la Lazio con due gare a porte chiuse nelle competizioni europee per i presunti comportamenti razzisti da parte dei tifosi biancocelesti durante la partita contro il Borussia Moenchengladbach. «Non c’è stato nessun comportamento razzista nè apologetico. Abbiamo le riprese della tv a circuito chiuso e lo dimostreremo. Non si può criminalizzare tutta la tifoseria e soprattutto un club che ha sempre operato nella totale collaborazione con le forze dell’ordine e per educare anche nelle scuole i giovani a crescere nel rispetto delle regole. La Lazio è stato uno dei primi club in Italia a intraprendere questo cammino. È impensabile chiudere uno stadio per atteggiamenti di dieci persone, è ora di finirla: così il club diventa ostaggio di quei comportamenti. Allora è inutile che le società mettano in atto una serie di azioni volte a prevenire certi fenomeni». Secondo Lotito«bisogna distinguere la tifoseria organizzata dal tifoso qualunque. Anche i banditi sono tifosi, ma in quel momento compiono delle azioni nella loro veste di delinquenti». In conclusione il patron biancoceleste viene interrogato anche sullo sceicco al Qaddumi:«Non faccio commenti, i fatti si commentano da soli».

Redazione Sportiva