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CALCIO SOTTO CHOC: 380 partite truccate in Europa

IL MESSAGGERO – RASSEGNA STAMPA – (C. Santi) – Il problema delle scommesse del calcio è mondiale. Organizzazioni malavitose riescono sempre ad inserirsi per taroccare le partite, aggiustare i risultati controllando anche il numero dei gol per favorire gli scommettitori. L’Europol, l’agenzia dell’Ue di contrasto alla criminalità, ha scoperto un traffico illecito di 380 partite sospette in Europa150 sono quelle accertate – con almeno altre 300 che riguardano Africa, Asia e America Latina e tra queste ci sarebbe anche l’incontro Argentina-Bolivia del dicembre 2010. Il giro delle persone coinvolte tra arbitri, dirigenti, giocatori e criminali, ossia chi ha lavorato per truccare le gare, è di 425 persone. Le 380 partite sotto la lente, che riguardano il periodo temporale tra il 2008 e il 2011, sono partite spesso importanti per quanto riguarda la competizione poiché riguardano qualificazioni dei Mondiali e degli Europei e ci sono anche due gare di Champions League (una di queste sarebbe stata giocata in Inghilterra 3 o 4 anni fa) e numerose sfide delle Serie A nazionali. L’indagine dell’Europol si è avvalsa della collaborazione di Germania, Finlandia, Ungheria, Slovenia e Austria. Il giro d’affari accertato da questa operazione, che l’Europol ha chiamato operazione Veto, sarebbe di 16 milioni di euro complessivi, con otto milioni in termini di scommesse più altri due milioni sborsati per aggiustare le partite corrompendo dirigenti e calciatori. “Abbiamo scoperto un’attività di combine mai vista prima”. Sono le parole di Rob Wainwright, il direttore dell’Europol che ha indagato con la collaborazione delle forze dell’ordine di tredici nazioni, ha affermato che l’Italia è esclusa da questa vicenda se non per una partita, che è già inclusa nel fascicolo della Procura di Cremona e ben nota anche la Procura della Federcalcio. È in Austria, in questa operazione Veto, il campionato maggiormente implicato per quanto riguarda la spesa con partite come Kapfenberg-Austria Vienna taroccata con 140 mila euro; Red Bull Salzburg-Hartberg, invece, è la gara sulla quale si sarebbe registrato il massimo guadagno in scommesse con 700 mila euro. L’Austria non è però il Paese più interessato, o meglio maggiormente coinvolto, da questo scandalo. Sono Turchia con 79 partite e Germania con 70 le nazioni prime in questa classifica,  seguite da Svizzera (41), Austria (16) e Belgio (24). Il cuore dell’organizzazione malavitosa sarebbe in Asia e proprio grazie al controllo dei flussi di denaro sui siti delle scommesse del continente gli inquirenti hanno individuato affari spesso loschi, con Singapore al centro con il clan degli zingari motore delle operazioni. Le indagini sono cominciate quattro anni fa e in Germania, nazione tra le più attive per contrastare il fenomeno, sono stati individuati 151 dei 425 indagati e 14 sono già stati condannati per una pena complessiva di 39 anni mentre le persone finite in manette sono almeno cinquanta. Il tentativo sarebbe quello di smantellare l’intera organizzazione malavitosa ma l’operazione è complessa anche perché esistono dei freni. Le leggi di Singapore sono diverse dalle nostre, ha spiegato il direttore di Europol, e questo comporta estrema difficoltà per porre fine a un problema la cui soluzione è complicata. Il lavoro dell’Europol è affiancato da quello di Eurojust e di Interpol oltre che dalle forze dell’ordine di numerosi Paesi che analizzano documenti, e-mail, dati anomali sulle scommesse ma per trovare una soluzione definitiva la strada è davvero lunga.

Redazione Sportiva