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ADDIO GARRONE

LA GAZZETTA DELLO SPORT – RASSEGNA STAMPA – (A. Da Ronch, F. Grimaldi) – Si è spento ieri sera dopo una lunga malattia Riccardo Garrone, Presidente della Sampdoria e Presidente onorario della Erg. Avrebbe compiuto 77 anni domani. Laureato in chimica industriale, era sposato con Anna Maria e aveva sei figli: Edoardo (il primogenito, attuale vicepresidente vicario della società blucerchiata), Alessandro, Filippo, Vittorio, Laura e Costanza. Suo padre, Edoardo, aveva fondato la Erg, acronimo di ‘Edoardo Raffineria Garrone’, il maggiore gruppo petrolifero privato italiano: nel lontano 1963, su richiesta del sindaco di allora, si era impegnato a diventare Presidente del Genoa, ma poi morì improvvisamente durante un soggiorno in Norvegia prima di entrare in carica. In quell’anno il ventisettenne Riccardo, prese il timone dell’azienda di famiglia. Unanime il cordoglio del mondo del calcio: “Un dolore straziante, è uno dei giorni più brutti e tristi della mia vita. Rimarrai per sempre nel mio cuore e ti vorrò bene per sempre”, il messaggio di Cassano a Garrone apparso sul sito dell’Inter, dopo che in precedenza da Milano lo stesso giocatore era stato fra i primi a chiamare la sua vecchia società, lasciata in maniera traumatica ad inizio 2011, dopo una violenta lite avvenuta il 26 ottobre dell’anno precedente proprio con il Presidente. Episodio, poi, superato e chiarito fra i due, che si erano riappacificati. Oltre a Fantantonio, telefonate di cordoglio anche da parte di tanti ex come Pazzini, Marotta, Mazzarri, Gasparin, Flachi e Bazzani. Un grande imprenditore, ma un uomo capace anche di dare molto a Genova. Un mecenate vero: nel 1991 grazie al suo intervento (senza precedenti all’epoca in Italia), con una donazione di 11,4 miliardi di lire, il Teatro Carlo Felice, chiuso per 40 anni, fu ricostruito e tornò a vivere. Prima di entrarvi da Presidente, sotto la presidenza di Paolo Mantovani, la sua Erg sponsorizzò la società blucerchiata dal 1988 sino al 1994. Poi, nel 2002, il decisivo intervento che evitò al club, in caduta libera, lo spettro della retrocessione in C. Un intervento ‘per spirito di servizio’. Garrone aveva accettato solo il ruolo di garante fra la proprietà uscente di Enrico Mantovani e una presunta cordata saudita. Di fronte al fallimento della trattativa, decise d’impegnarsi in prima persona, anche se mai accettò in silenzio certi malcostumi del calcio. Fu il primo e l’unico a invitare un presidente al Ferraris dopo la proposta fatta dalla Gazzetta. Era l’inizio della stagione 2005-2006, e l’a.d. rossonero Galliani sedette al suo fianco per Samp-Milan. Un rarissimo esempio di autentico fair play. Al primo tentativo Riccardo Garrone riuscì a conquistare la promozione in Serie A, che la mezza città blucerchiata attendeva da quattro anni, dopo la retrocessione in B al termine della stagione 1998-99, portandola poi quattro volte in Europa con il preliminare di Champions come traguardo più alto. Le sue passioni vere erano altrove: la caccia, innanzitutto e, in tempi più lontani, il tennis, la pesca, il golf e lo sci. Subito dopo avere compiuto il miracolo della ricostruzione del teatro, invitò cento bambini russi della ‘World Children Orchestra’ ad esibirsi in una serata di gala il cui ricavato fu destinato ai bambini della Bosnia. Negli anni realizzò un altro progetto di cui era orgoglioso, l’associazione MUS-E Italia Onlus: l’arte come messaggio di dialogo universale per i bambini. Garrone ha investito moltissimo in questi anni nella Samp: un centinaio di milioni, anche se non ha fatto in tempo a vedere realizzato il suo grande sogno, un nuovo stadio di proprietà il cui primo progetto fu presentato a Milano nel maggio 2007. Il 1° marzo, invece, verrà inaugurato al Porto Antico WOW, il Museo della Scienza da lui fortissimamente voluto con un investimento milionario che porterà Genova fra i grandi poli europei del settore. Quello che rimarrà nel ricordo degli amici è il Garrone compagno o avversario in interminabili partite di scopone il lunedì sera al ristorante Europa, fra battute e confidenze. Per i tifosi, invece, indimenticabili le feste di fine stagione a Fontanile d’Asti, quando il Presidente si sedeva in mezzo alla gente a raccontare ed ascoltare, di calcio e di vita. Come uno di loro.

Redazione Sportiva