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SERIE A. DENIS sì, il PARMA no. C’è il sorpasso ATALANTA

LA GAZZETTA DELLO SPORT – L’argentino segna e procura il gol di Peluso, gli emiliani fanno il 2-1 con Amauri ma poi sprecano: i nerazzurri salgono al settimo posto…

(getty images)

RASSEGNA STAMPA – (G. Longhi) – L’urlata di inizio settimana è servita, la squadra fa penitenza tornando a vincere dopo tre sconfitte di fila. E l’urlatore, cioè Colantuono, può essere soddisfatto anche se non ha visto un gran spettacolo. Ma questa non poteva essere partita per palati fini: c’era da ridare un senso al campionato dell’Atalanta e tornare a un livello di serenità accettabile, tra alti, bassi, euforia e ricadute. Il Parma regala colpevolmente il primo tempo, trova il gol poi si sveglia. Ma non basta e deve ancora capire perché va così male in trasferta: la miseria di 5 punti in 9 gare, cioè una vittoria e due pareggi. Colantuono aspetta di vedere cosa fa Donadoni e cambia idea tattica, passando alla difesa a 3, con Peluso schierato alto per limitare Biabiany e una coppia di trequartisti dietro Denis. Mosse riuscite, perché il terzino difende, spinge e si porta a spasso il temuto francese e il doppio trequartista non dà punti di riferimento mandando in confusione una difesa di suo instabile. Certo, l’1-0 arrivato in tempi così brevi, (cross di Schelotto da destra, Zaccardo dorme, testa di Denis), facilita l’opera di rifondazione psicologica della squadra. L’Atalanta trova spazi inattesi, contro un avversario che si limita ad aspettare. La situazione ideale per Maxi, che sul 2-0 firma un delizioso assist per Denis, e per Bonaventura: i due si scambiano compiti e posizioni, agevolando il movimento del solito, generoso Denis. Nel secondo tempo l’Atalanta rischia di bloccarsi. E allora Colantuono si gioca la carta De Luca per Maxi, passando al 4-3-1-2 con Bonaventura libero di inventare dietro le punte. Stavolta la mossa non funziona, perché il talento del ’91 gira a vuoto e nel recupero si mangia un gol pazzesco a pochi centimetri dal portiere. Il tecnico lo difende: “E’ un ragazzo, dobbiamo aspettarlo come abbiamo fatto l’anno scorso”. L’urlatore fa anche lo psicologo. In attesa di scoprire cosa scatti nella testa dei suoi lontano dal Tardini, Donadoni si lamenta per come sono nati i due episodi decisivi: difesa disattenta ed errori individuali. Ma il Parma dimostra troppo fatica a costruire: Acquah regista è impalpabile, Parolo l’ombra del grande giocatore di prospettiva che era a Cesena, Marchionni non riesce a trovare una posizione. E Amauri, che segna un gran gol di testa su cross di Zaccardo, è troppo solo a combattere là avanti. Condizionato dallo svantaggio prematuro, il Parma spende troppo tempo per reagire. Poi Donadoni interviene: fuori Zaccardo, dentro Belfodil, con Biabiany che arretra in difesa per fare spazio al 3-4-3. Amauri (31′) sfiora il pari con un colpo di testa acrobatico: cambi modulo, ma tutto gira attorno a lui. L’anomalia è questa?

Redazione Sportiva