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MILAN-JUVE- MONTOLIVO vale per due. Fa il regista e la mezzala

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Il milanista imposta e si inserisce: sbaglia solo 4 passaggi su 39. Pirlo giù: poco aiutato dai compagni, perde addirittura 18 palloni…

(getty images)

RASSEGNA STAMPA – (A. Schianchi) – Un po’ mezzala destra e un po’ regista. Montolivo si sdoppia e, con la fascia da capitano al braccio, trascina il Milan oltre l’ostacolo Juve. Impressiona il modo in cui il centrocampista interpreta il ruolo: non si limita al compitino, si assume responsabilità anche scomode, dirige in mezzo al traffico, va a pressare quando è il caso di farlo, si oppone ai tentativi d’incursione di Marchisio e detta i tempi della manovra rossonera. Di fronte aveva il maestro Pirlo: non si può dire che abbia sfigurato. Per una volta si può tranquillamente affermare che l’allievo convince di più del maestro. Montolivo tocca 80 volte la sfera, effettua 2 tiri (1 fuori e 1 in porta), ma soprattutto fa sentire il suo peso nell’economia della partita. Su 39 passaggi fatti, ne sbaglia soltanto 4. E su 6 dribbling tentati ne azzecca 4. Ciò significa che il centrocampista, quando è in possesso di palla, non ha paura di affrontare l’avversario, lo punta e (spesso) lo supera. Quest’azione è fondamentale per il Milan poiché consente di rifiatare (visto che la Juve preme) e di riposizionarsi venti metri più in avanti. Non si risparmia nelle corse, Montolivo, e la gamba non la toglie: 12 contrasti, 5 vinti e 7 persi. Inoltre, 7 palloni persi e 7 recuperati. E tanto lavoro al servizio del gruppo. Pirlo, in grigio a San Siro, viene penalizzato dalla scarsa vena dei compagni e dalla tempestività degli avversari nel chiudere tutti gli spazi. E così, nonostante i 103 palloni toccati (record della gara), il regista bianconero non incanta. Su 54 passaggi fatti ne sbaglia solo 6, a testimonianza di una tecnica fuori dal comune, ma ciò non basta: Pirlo spesso lo si vede passeggiare per il campo in cerca di una soluzione, di un’idea, di un lampo. Niente di niente. I cross in mezzo all’area sono 4, sempre a cercare qualche inserimento da dietro: nessuno svetta. E alla fine, a raccontare una prestazione complicata, ci sono quelle 18 palle perse che, per uno come Pirlo, sono davvero un’enormità.

Redazione Sportiva