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CALCIO. Premier-Serie A: 3-1 Stadi e marketing: qui non c’è partita

GAZZETTA DELLO SPORT – L’Italia deve ricostruirsi l’immagine, gli inglesi si aprono sempre più al mondo. Ma occhio ai debiti…

(getty images)

Inghilterra-Italia 3-1. No, non siamo indovini, e nemmeno uccelli del malaugurio. Ci siamo solo divertiti a mettere in scena una partita immaginaria, composta da dati economici e indagini di mercato. Premier – Serie A, confronto con i «maestri» del marketing. La lega inglese, beninteso, è stato un modello di riferimento (ultimamente soppiantato dalla Bundesliga) per tutti, non solo per noi. […] Fino alla fine degli anni Novanta, tuttavia, il gap è stato contenuto: il fatturato della Premier, nella stagione 1999-2000, era di 1,22 miliardi di euro contro i 954 milioni della Serie A. Ma la forbice si è ampliata sempre di più, il «campionato più bello del mondo» ha attraversato l’era illusoria delle plusvalenze fittizie, i crac di Parmalat-Cirio, lo scandalo di Calciopoli, e i suoi ricavi sono stati quasi doppiati da quelli inglesi. Dieci club su venti sono in mano a proprietari extra Ue — la Premier ha anche alzato l’asticella dei costi e, di conseguenza, dell’indebitamento. Non che la Serie A sia virtuosa, tutt’altro. È che i numeri sono più piccoli. Magra consolazione.

Redazione Sportiva