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CALCIOSCOMMESSE. Il pm: «Sul derby di Genova fatti con effetti devastanti»

IL CORRIERE DELLA SERA. (C. Del Frate) Nel verbale di Milanetto il pm Roberto di Martino lascia intendere di essere a conoscenza di rivelazioni clamorose su Genoa – Sampdora…

(getty images)

«Ci sono alcuni fatti che riguardano Genoa-Sampdoria, in cui è coinvolto Milanetto, che avranno un effetto devastante. Ve lo dico così, in maniera informale…»: a pagina 13 del verbale di interrogatorio di Omar Milanetto, il pm del calcioscommesse Roberto Di Martino sgancia la bomba. E tanto per mantenersi sull’informale, un po’ di pagine più avanti, sempre con riferimento al derby ligure, il magistrato domanda all’ex calciatore rossoblù quali sono i conti bancari suoi e della moglie. Calcio e soldi: un’accoppiata che mai si era vista in un’inchiesta di pallone comprato ma che fa capolino per la prima volta nel capitolo che riguarda Genoa e Sampdoria. Gli inquirenti di Cremona si tengono stretti gli elementi in loro possesso sulla partita che — sono sempre parole di Di Martino a verbale — «è la cosa peggiore di questa inchiesta»; le carte vengono scoperte poco alla volta e solo lo stretto necessario. Così che cresce il mistero attorno alla burrascosa partita. […] L’interrogatorio entra in argomento quando il giudice chiede conto al giocatore dei suoi incontri col trafficante di droga Safet Altic, detto Sergio e col capo degli ultrà Massimo Leopizzi. «Io ho avuto un battibecco con la gradinata nord che è finito male — attacca Milanetto — eravamo stati accusati di scarso impegno per favorire la permanenza della Samp in A… io vado sotto la curva, comincio a inveire e la telecamera di Sky mi riprende che dico ‘‘bastardi”. Da allora ho cominciato a vivere nel terrore che mi venissero a trovare». «Feci un comunicato stampa di scuse — prosegue l’indagato — ma non bastò, così chiesi a lui (Altic, ndr) di intercedere. Ma i tifosi mi dissero che non bastava ancora: siccome li avevo mandati a quel paese tramite televisione, pretendevano le scuse tramite Sky. La settimana dopo Leopizzi mi chiamò ancora per chiedermi conto del mio atteggiamento».Più avanti nell’interrogatorio il pm torna a parlare del derby in maniera obliqua: «Devo chiedere un’altra cosa in merito a Genoa-Sampdoria: avrei bisogno di sapere il numero dei conti bancari suoi e di sua moglie… devo verificare se una certa somma è entrata nei conti suoi o di sua moglie». È la seconda bomba che il magistrato sgancia. Milanetto si riserva di fornire quei numeri ma visto che l’argomento è ormai introdotto gli viene chiesto nuovamente: «È proprio sicuro che l’incontro con Altic fosse legato agli insulti ai tifosi?». Il giocatore ribadisce la sua versione, dice che i giorni precedenti il derby erano stati molto tesi: «C’era stato un martellamento, la lista del sindaco diceva che era meglio se le due squadre di Genova fossero restate in A… i tifosi erano venuti al campo di allenamento a dirci invece ‘‘domenica dobbiamo ammazzarli”. Io ero stato accusato di essere amico di Mannini, giocatore della Sampdoria. Io so che Altic non è uno stinco di santo ma chiesi aiuto a lui perché con quegli altri non si può ragionare».

Redazione Sportiva