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ROMA. LUIS ENRIQUE: “Il mio futuro? So perfettamente cosa farò, al 100%”

Le parole del tecnico spagnolo alla vigilia della sfida di domani contro il Chievo…

(getty images)

LUIS ENRIQUE ha incontrato i giornalisti nella consueta conferenza stampa della vigilia prima della sfida contro il Chievo in programma domani alle ore 18 allo stadio Bentegodi.

Queste le sue parole:

Cosa chiede a queste ultime tre partite e possono condizionare la sua scelta o l’ha già presa?
“No, non ho nessun pensiero nella mia testa che non sia quello di preparare questa partita, è l’unica cosa che mi interessa. Cercare di battere il Chievo e dopo andremo per la seconda. Siamo in una situazione in cui non abbiamo tempo se subiamo un’altra sconfitta e per arrivare ancora ad essere nella lotta penso solo a questa partita”.

Baldini l’altra sera l’ha confermata alla guida della Roma. Quali sono le sue sensazioni? L’altra sera è sembrato un po’ scarico, ha ancora voglia di andare avanti?
“Sono molto motivato per la prossima partita. Non è cambiato nulla rispetto a due, tre giorni fa. Questa settimana ci stiamo vedendo troppo per me e penso per voi, ma non è cambiato nulla rispetto a due giorni fa. Se volete ripeto lo stesso discorso ma credo sia molto chiaro”.

Si sente solo in questo momento? In generale sia rispetto a noi, ai tifosi alla società
“No ho Elena (Turra n.d.r) vicino a me. No, no”.

A prescindere dal fatto che lei resti o meno, questa squadra di quanti giocatori ha bisogno per essere competitiva ai massimi livelli?
“Bella domanda eh! E’ una bella domanda ma non credo sia il momento di parlare di questo. Per quanto mi riguarda è il momento di pensare al Chievo Verona. So che la risposta non è stata all’atezza della domanda, mi dispiace! Qualche volta succede, non ti abituare”.

Dopo il 2-2 De Sanctis perde tempo e Totti è andato lì a dire: “Che stai facendo?” La sensazione è che la squadra aveva ancora voglia di vincere la partita. Lo hai notato?
“Si è stato un gesto strano. Francesco era arrabbiatissimo, ha fatto 70 metri al 90esimo con due partite nelle gambe. Cosa vuoi che dica? Io ho visto tante volte i ragazzi delusi perchè non siamo riusciti a farcela e le volte che è successo, e tante volte è accaduto questo,  ho sempre visto delusione e voglia di farlo. Ma quello che conta sono i risultati e anche se sono così e, e penso non siano disastrosi, è vero che qualche sconfitta l’abbiamo fatta sotto il nostro livello e quello che dispiace di più è che i tifosi pensino che non ce l’abbiamo messa tutta.Ma questo è come fatto il calcio e quando uno non si identifica con la sua squadra perchè pensi che gli manchi carattere in questi momenti si crea una situazione che non aiuta nessuno e non è bello per i tifosi. Ma questo è un dettaglio.  Giochiamo per vincere le partite, non per pareggiarle, qualche volta per vincere una partita l’abbiamo persa, è il rischio che si corre, ma io me lo assumo”.

Lei ha ancora un anno di contratto. Baldini vuole affidarle la Roma del futuro ma lei ancora non si sbottona sulla prossima stagione. Ed è lecito domandarsi: Non vuole restare perchè stanco dell’ambiente? Il progetto l’ha logorato?  Vuole più soldi? Rimarrà se la Roma farà un mercato adatto al suo calcio? In un momento in cui una fetta di pubblico è ancora con lei…
“Come si vede la metà del pubblico? Qual’è la percentuale? Quello sarebbe bello saperlo. 50 e 50? Se vado via è perchè chiedo più soldi! (ride n.d.r). Vuoi che mi arrabbi o scherzi? Preferisco scherzare.  Non è cambiato nulla rispetto a due giorni fa. Non mi interessa parlare di niente, mi interessa solo lavorare”.

Ma lei ha ancora un anno di contratto. Quindi per un altro anno è il tecnico della Roma
“Sono orgoglioso di essere l’allenatore della Roma e si può vedere”.

Ma allora perchè non dice: “ad oggi l’intedimento è rimanere, poi ne parleremo ma io vorrei restare per portare avanti il progetto”. Perchè non lo dice? Qual’è il motivo?
“Ci sono solo due possibilità: rimanere o andare via, è facile, vedi”.

Quindi abbiamo una percetuale: al 50% resta a Roma…
“No no, quello lo hai detto tu. Ho detto tante volte di essere un allenatore diverso, magari perchè sono il più scarso della Serie A e visto che sono diverso, quando arriverà il memento dirò quello che penso. E quando parlerò con la società dirò tutto quello che è successo in questa stagione, faremo le nostre valutazioni e io prenderò la mia decisione”.

Quindi Luis Enrique è ancora dubbioso?
“Io so chiaramente cosa farò. Per quello non c’è percentuale: al 100%”.

Con il Chievo teme l’emergenza in attacco viste le non perfette condizioni di Bojan? Stekeleburg ce la farà?
“Non parlo mai d’emergenza. Però è vero che Bojan potrebbe non esserci per un colpo al polpaccio. Ma prenderemo un altro giocatore che sia Tallo o Piscitella, chiunque. Temo il Chievo: una squadra che ha fatto una buona stagone, che adesso ha molta fiducia,  che gioca con un sistema consolidato dopo due, tre stagioni. Sarà una squadra come sempre difficile: ricordo la partita d’andata, una squadra che aveva lavorato molto bene e  spero di vedere una Roma più vicina a quella vista con il Napoli che a quelle precedenti. Noi in trasferta siamo in difficoltà e pensiamo ancora di farcela con Catania e Cesena se vinciamo questa partita. Tale è l’equilibrio in questo campionato che non possiamo sapere chi arriverà quinta e noi dobbiamo migliorare le nostre prestazioni. Stekelenburg penso non ci sarà, ha ancora questo problema alla spalla. Ma penso che non ci sarà, ieri non ha fatto l’allenamento”.

Nell’analisi del secondo tempo della partita con il Napoli lei ha detto che sono usciti anche i valori della squadra di Mazzarri e Franco Baldini ha parlato di una contestazine che ha messo timore nei giocatori, nel tentare di portare il risultato a casa. E’ d’accordo con questa analisi? La Roma in trasferta può essere più libera mentalmente?
“Non so se saremo più liberi o pesanti. Certo che in una partita come quella precedente contro un avversario di altissimo livello e con la nostra situazione particolare, la squadra ha fatto un gran primo tempo quando pensavo che non ce l’avrebbe fatta, perchè è difficile giocare così, sapendo che siamo lontani dalla fiducia ottimale per affrontare una partita. Ma la squadra ha fatto un primo tempo per me molto completo e dopo è vero che quando la squadra avversaria si è portata più avanti ed ha rischiato di più, noi siamo andati in difficoltà, abbiamo sofferto troppo anche per la paura di vincere e di sparire, quando siamo andati in svantaggio. Ma è normale che questo succeda, non è niente di particolare. Nel secondo tempo il Napoli è stato superiore ma se guardiamo tutta la partita il risultato può essere considerato giusto”.

Ci sono rimpianti per l’occasione persa con la Fiorentina? Nove punti nelle prossime tre giornate basteranno alla Roma per entrare in Europa?
“Avere rimpianti tra noi non serve nulla. Certo è che abbiamo sprecato tante opportunità durante la stagione, anche con la Fiorentina tre o quattro giorni fa, non ricordo. E’ successo qualche volta di troppo ed è un peccato pensare che senza qualche errore ed essendo più forti in queste partite,  saremmo stati lì. Ma a questo punto uno ha quello che si merita. Prima prendiamo questi tre punti e poi pensiamo agli altri sei”

Nei primi 4-5 mesi, si è visto un grande Pjanic, cosa che non si vede più negli ultimi tempi. Dopo Juventus-Roma lei ha detto che è un trequartista puro che con voi gioca da interno. C’è un motivo per cui non gioca più a quel livello o ancora non abbiamo visto il Pjanic migliore perchè si sta adattando ad un ruolo diverso dal suo?
“Per me è un calciatore unico, diverso. Di 21 anni ma diverso. Per me ha fatto una stagione di alto, altissimo livello. E’ sempre stato a disposizione con alti e bassi, ma quasi tutti alti. Penso che ha fatto una bellissima stagione. Una cosa che vorrei dire è che con i giocatori di 21 e 22 anni,  anche se hanno molta qualità, bisogna avere pazienza. Quando vedo qualche disapprovazione o sento i fischi per ragazzi di 20-21 anni mi sembra ingiusto. Capisco che ci sono momenti in cui è facile fare questo, ma  non è bello fischiare nessun calciatore per me, ma con uno di 21 o 22 anni, che è appena arrivato in una nuova squadra e in nuovo paese, e parlo di Pjanic, Bojan, Cote, Lamela, Borini, Piscitella, Viviani, Tallo o Kjaer, credo si debba avere paziena. Giocando ad alto livello e con l’esigenza che c’è in una squadra come questa, tra quattro-cinque anni questi giocatori faranno grande la Roma, sicuro, sicurissimo. E ogni anno si migliorerà la squadra. Questo è un investimento per la società. Qualche volta il loro livello e quello della squadra è così, presenta alti e bassi, ma il futuro della Roma per me è un futuro molto emozionante e si vedrà se si avrà la pazienza con questi ragazzi di 21anni, mammamia!”.

De Rossi nelle ultime gare ha giocato sempre in difesa e non a centrocampo. Domani è più facile che giochi in difesa o da regista?
“Contro la Fiorentina ha giocato regista: ha giocato centrale con Juve e Udinese. Il resto sempre da regista. Domani giocherà come centrocampista”.

Baldini ha detto che si aspettava una stagione così. Lei si aspettava una Roma così?
“Non mi aspettavo niente perchè non conoscevo il calcio italiano come lo conosco ora. L’obiettivo era fare il meglio possibile, un gioco diverso, che a volte si è visto. L’obiettivo era vedere cosa succedeva, ma io ai miei ragazzi ho sempre detto di vincere la prossima partita, di prepararla come se fosse l’ultima. Non mi aspettavo gli alti e bassi, perchè non mi piace vederli nella mia squadra, ma una cosa è quello che ti aspetti, un’altra quello che succede. Una volta che ho deciso di prendere questo posto ho deciso di vedere qualche partita della Roma per vedere come giocava. Ma l’importante non è come si gioca ma quello che si riesce ad ottenere. Ma per me l’importante è sapere come ci si arriva e secondo me ci si arriva tramite il gioco”.

Quanti sono effettivamente migliorati a livello di rendimento?
“Tutti, per me tutti. Giocano in ruolo diverso e in uno stile di gioco diverso. E’ la prima stagione in un altro paese. E se continuano a giocare insieme e crescere, sarà un bel futuro. Per me hanno migliorato tutti”.

Il suo atteggiamento in merito al suo futuro non mette in difficoltà la dirigenza e la squadra?
“Non ho detto nulla di diverso. Non ho nulla da dire, la stagione non è ancora finita e se io la pensassi come te non lo farei. Ma non la penso così: credo la squadra domani deve provare ad andare in campo e vincere la partita. Speculare sul futuro non mi interesse Sono un combattente, dal giorno che sono nato. Sono asturiano e siamo tutti combattenti”.

Un commentosul Derby City-United di questa sera?
“Mi aspetto una partita aperta, bella, con due squadroni che hanno fatto una bella stagione. E’ sempre bello vedere la Premier, ma non tifo per nessuno”.

Redazione Sportiva