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MORTE MOROSINI. Il medico “Le abbiamo provate tutte, non c’è mai stata ripresa”

(Getty images)

Il cordoglio di tutti gli appassionati di calcio per la scomparsa del giovane calciatore del Livorno, Piermario Morosini, , ha ovviamente colpito tutti specialmente perchè si tratta della scomparsa di un ragazzo giovane che aveva già dovuto subire diversi dolori nella vita come la scomparsa si entrambi i genitori  e due fratelli disabili, ma nonostante questo non aveva mai voluto mollare e aveva fatto di tutto per riuscire ad emergere nello sport che tanto amava. Il medico che lo ha soccorso, il cardiologo Leonardo Paloscia, nonostante il dolore per questi terribili istanti ha provato però a raccontare quanto ha provato a fare per provare a salvare il calciatore, anche se i soccorsi non sono serviti: Quando sono sceso in campo Morosini era in arresto cardiaco e respiratorio, abbiamo praticato il massaggio cardiaco per un’ora e mezza prima solo manualmente e poi con diversi strumenti, ma non c’è stato nulla da fare. Non si può dire se la causa sia cerebrale o cardiaca, questo può stabilirlo solo una eventuale autopsia”, queste le parole del dottore,  responsabile dell’Unità Coronarica dell’Ospedale di Pescara, che era allo stadio come tifoso e che per primo ha tentato di rianimare il giocatore; che poi ai microfoni di Sky aggiunge: “Le abbiamo provate tutte, abbiamo anche applicato un pacemaker provvisorio, ma non c’è mai stato un accenno di ripresa del battito cardiaco“.

Nei prossimi giorni, però, non mancheranno le polemiche visto che si è poi saputo che l’ambulanza che è arrivata in campo per provare a rianimarlo ha subito qualche minuto di ritardo per la presenza nel parcheggio di un’auto dei vigili urbani, anche se è importante sapere che vista la gravità della situazione non si sarebbe potuto fare molto di più per lui. Nei prossimi giorni il corpo del ragazzo verrà comunque sottoposto ad autopsia per chiarire meglio le cause della morte.

Ilaria Macchi

Redazione Sportiva