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INTER. Capello sui nerazzurri: “Una stagione così serve a pensare al futuro”

(Getty images)

A inizio stagione erano certamente in pochi a pensare a una stagione così deludente in casa Inter, che dagli addetti ai lavori più importanti era ritenuta la principale rivale del Milan per la lotta allo scudetto, ma già dopo poche settimane si è arrivati al cambio di allenatore decidendo di esonerare Gasperini, che non ha mai convinto per la sua difesa a tre, e preferendogli Ranieri, ma anche in questo caso, pur raggiungendo la qualificazione agli ottavi di Champions, le prestazioni dei nerazzurri sono sempre poco convincenti. Fabio Capello, pur essendo da qualche anno alla guida dell’Inghilterra, continua a seguire il nostro campionato e ha così deciso di dire la sua sulla formazione di Capitan Zanetti prendendo spunto anche dalla sua esperienza personale: “Uno parte male e poi iniziano le difficoltà. Con il Milan io nel 1997/98 cominciai male e terminai peggio. Anche perché trovai la squadra già fatta. Però in quella stagione ho poi programmato gli acquisti di Bierhoff, Helveg e Sala che ci avrebbero fatto vincere lo scudetto“.

Il destino di Capello rimane infatti legato ai colori rossoneri che ha fatto trionfare in Italia e in Europa ed è proprio per questo che nonostante il passare degli anni non si vedrebbe mai sulla panchina dell’altra sponda di Milano: “Per lo scudetto dico che Milan ed Inter hanno le rose migliori, ma la Juve senza coppe è molto pericolosa, così come il Napoli. Io all’Inter? Mai, il Milan è stata la mia squadra“. C’è poi un rossonero che deve al Mister friulano gran parte dei risultati degli ultimi anni e si tratta di Zlatan Ibrahimovic che domenica contro il Chievo ha raggiunto l’importante traguardo dei centouno gol in serie A, ma il periodo trascorso insieme alla Juventus ha fatto crescere lo svedese:Per Ibra è una questione di umiltà. Vale per lui ma anche per Seedorf. Anche Clarence mi diceva “io calcio bene”, però non beccava mai la porta. Io gli ho spiegato come migliorare e lui l’ha fatto. Dopo ogni allenamento, Seedorf si dedicava ad una sessione di tiri in porta. Ibra mi ricorda Van Basten. Dove trovate un giocatore alto 1,90 che riesce a unire agilità e potenza fisica? Zlatan è uno dei più grandi attaccanti al mondo“.

Ilaria Macchi

Redazione Sportiva