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CALCIOPOLI. Martedì riparte il processo, la sentenza slitta a novembre

Riparte il processo dello scandalo ‘Calciopoli’, da martedì prossimo si ritorna in aula…

Aspettando le nuove ‘intercettazioni bombà promesse da Luciano Moggi, è ripreso a Napoli il processo a Calciopoli che si avvia alle battute finali. Oggi, alla ripresa dopo la pausa estiva, è toccato ai legali di Innocenzo Mazzini, l’ex vicepresidente della Figc dalla chiacchiera facile, e dell’ex arbitro Salvatore Racalbuto. Martedi prossimo sarà la volta della difesa di Luciano Moggi, il principale imputato del processo alla cosiddetta cupola del calcio. Sarà quella l’occasione per calare l’asso delle nuove intercettazioni che, stando alla tesi moggiana, «ribalteranno la storia del processo». Tra la controreplica del pm Stefano Capuano, e quelle ulteriori dei difensori, si arriverà cosi all’udienza del 25 ottobre quando è previsto l’ultimo intervento in scaletta, quello di Silvia Morescanti, legale tra gli altri dell’ex designatore arbitrale Paolo Bergamo, che si è avvalsa fino ad oggi del legittimo impedimento essendo in stato di gravidanza. Se l’avvocato dovesse marcare visita, il presidente della Corte, Teresa Casoria, ha conferito l’incarico di sostituto processuale a uno dei legali di Moggi, Maurilio Prioreschi. Se il calendario delle udienze sarà rispettato si arriverà a sentenza non prima dell’otto novembre. Per i legali di Innocenzo Mazzini, che è accusato di associazione a delinquere e frode sportiva, gli avvocati Claudio Botti e Vittorio Bratti, il loro assistito «è uno che millanta per ritagliarsi una fetta di potere». «Le telefonate tra Mazzini e Lotito – ha sottolineato l’avvocato Botti – sono un capolavoro di chi non conta niente, perchè gli passa tutto sulla testa, e cerca di darsi un ruolo». Insomma quella di Mazzini altro non è che «una storia di piccole e grandi millanterie» e torna utile per definire la personalità del ‘toscanacciò Mazzini quanto dice di lui Luciano Moggi nel suo libro: «Le telefonate con lui – ricorda l’avvocato Botti leggendone uno stralcio – erano uno spettacolo, un attore assoluto che raccontava cose inverosimili per dare a intendere che è dentro al potere mentre è l’ultima ruota del carro». Per l’ avvocato Bratti manca la prova dell’attività fraudolenta svolta da Mazzini «sia nello svolgimento delle gare che all’atto delle designazioni arbitrali» (mentre per l’accusa l’ex numero 2 della Figc si sarebbe dato da fare per favorire la salvezza di Lazio e Fiorentina nel campionato 2004/2005). Per Mazzini che – ha ricordato Botti – in una intercettazione viene definito ‘il tordò, i due legali hanno chiesto l’assoluzione perchè il fatto non sussiste o non costituisce reato. Con le stesse motivazioni ha chiesto l’assoluzione per l’ex arbitro Racalbuto il suo legale, Giacomo Mongiello, il quale ha ripercorso tutte le telefonate del suo assistito («sempre con i designatori e una volta con De Santis») da cui si evincerebbe che non c’è la volontà dell’ex arbitro siciliano di partecipare a una frode. «Anzi – ha sottolineato Mongiello – quell’anno Racalbuto fu fermato per otto turni dopo un contestato Roma- Juventus. Non il massimo per uno che doveva far parte della cricca». Si torna in aula martedì prossimo.

Redazione Sportiva