Formula 1, scoppia un nuovo caso: polverone di polemiche, lite furibonda

Ancora polemiche in Formula1, la nuova diatriba tra scuderie e FIA potrebbe portare ad epiloghi del tutto inaspettati per il futuro

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Box Formula 1 (Foto ANSA)

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Con solo due mesi all’inizio del Mondiale di Formula 1 del 2023, il Circus è già proiettato verso il futuro. Infatti, alla vigilia di una stagione in cui ci saranno pochissime novità regolamentari, e quindi una maggiore concorrenza per la lotta al titolo mondiale, il mondo della Formula 1 sta già guardando già al prossimo anno di svolta, ovvero il 2026. Un anno importante nel fronte della sostenibilità che potrebbe portare ulteriori grosse novità con l’ingresso di colossi come Audi, e forse anche altre società. La situazione tuttavia non piace affatto agli attuali partecipanti che non vorrebbero dividere la fetta di torta, a loro dire già esigua, con alti team.

Tira e molla tra FIA e scuderie, posizione irremovibile degli attuali partecipanti, si prepara la bufera in F1

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Adrian Newey Red Bull (Foto Instagram)

Una delle novità più interessanti per il futuro della Formula 1 sarebbe l’ingresso della Andretti Group, in partnership con General Motors, tramite il marchio Cadillac. Tuttavia, la possibilità di aumentare il numero di scuderie, portando la griglia di partenza a 26 monoposto, non piace ai team attualmente iscritti al Mondiale. Essi temono di dover dividere il premio e di dover accettare formazioni che non darebbero certezze a livello di investimenti.

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A far storcere il naso ai team ci sarebbe già l’accordo siglato nel 2021, un “accordo a perdere” che ha portato ad incassare molto meno di quanto avrebbero potuto immaginare, in piena pandemia da Coronavirus e in un momento in cui gli introiti della Formula 1 sono invece aumentati del 49%, con una stima che si aggira intorno ai 2.1 miliardi di euro totali incassati.

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Ulteriore polemica sarebbe stata alzata anche riguardo la cifra di entrata stabilita per i nuovi team, cifra fissata a 200 milioni di dollari ritenuta troppo bassa rispetto ai nuovi standard economici. Un tira e molla quindi che è destinato a non finire a breve e che potrebbe generare malumori e conseguenze inaspettate, una brutta gatta da pelare per la FIA che in vista del 2026 sembra essere destinata a rivedere i suoi piani.