Carlos Sainz frena gli entusiasmi, “La Ferrari non è la favorita”

Nell’intervista in vista del prossimo Gran Premio di Jeddah il pilota della Ferrari Carlos Sainz frena gli entusiasmi dei tifosi

Sainz Ferrari
Carlos Sainz (Ansa)

La Ferrari è tornata a far sognare i suoi tifosi dopo la doppietta ottenuta a Sakhir, finalmente dopo anni di buio sembra che la nuova F1-75 sia in grado di competere per il titolo, il pilota della Ferrari tuttavia non ne è del tutto convinto, ancora non sembra avere trovato il feeling al 100% con la sua vettura ed è certo che ci sia molto da lavorare.

Carlos Sainz frena sul prossimo GP di Jeddah, “non siamo noi i favoriti”

Sainz Ferrari
Vittoria Ferrari Bahrein (Ansa)

I tifosi della Ferrari sembrano aver ripuntato i fari sul Gran Premio di formula 1, è stata sicuramente la doppietta Ferrari a riaccendere gli entusiasmi, anche perché l’ultima volta che riuscì l’impresa a guidare le testa rossa vi era qualcuno come Michael Schumacher e Rubens Barrichello, l’impressione è stata che si potesse tornare ai fasti del passato e sul prossimo Gp di Sakhir le aspettative sono altissime.

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A far tornare tutti con i piedi a terra ci ha pensato il pilota Ferrari Carlos Sainz, intervistato il pilota ha dichiarato cosi: “Non penso che siamo i favoriti tuttavia quest’anno non lo sono nemmeno gli altri” e ancora “abbiamo pochi dati riguardo questo circuito, il mio istinto mi dice che avremo qualche problemino in più, non grossi problemi ma solo qualche difficoltà in più”.

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Che sia semplice scaramanzia? Solo i risultati in gara possono rispondere a questa domanda, certo è che il team Ferrari ha dato l’impressione di essere più competitivo rispetto agli anni passati, anche l’altro ferrarista Leclerc sembra poter dire la sua, ma siamo certi che da professionisti quali sono saranno in grado di trovare il giusto compromesso e non pestarsi i piedi a vicenda. Per far tornare la Ferrari ai livelli di un tempo servirà anche gioco di squadra, come ci hanno insegnato gli ultimi grandi vincitori in Ferrari Schumacher e Barrichello, due che sul lavoro in team avrebbero potuto tenere lezioni in aula.