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Juventus, Barzagli: "Al posto di Allegri un altro vincente. Guardiola? Ogni tanto è bello sognare"

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Andrea Barzagli Juventus
Andrea Barzagli ritira il premio “Nicola Ceravolo” giunto alla decima edizione

Andrea Barzagli, ex difensore bianconero, parla della Juventus e del suo futuro alla consegna del premio “Nicola Ceravolo”.
Andrea Barzagli, colonna portante della difesa bianconera, si gode  il meritato riposo dopo aver lasciato il calcio giocato alla fine di questa stagione. Prima di pensare al futuro, a cosa fare “da grande”, si concede agli estimatori ed appassionati ritirando il premio sportivo “Nicola Ceravolo” – giunto alla decima edizione – al teatro Politeama di Catanzaro.
Barzagli, nel corso dell’evento, ha rilasciato qualche dichiarazione: “É passato poco tempo dall’ultima partita della mia carriera, ho ancora impresse quelle emozioni. Ho raggiunto grandi successi, ci sono state anche delle piccole sconfitte dolorose, ma ho avuto una carriera ricca grazie alla fortuna di aver incontrato allenatori importanti”, ha detto l’ex giocatore bianconero.
In seguito, qualche ricordo. La memoria va subito agli inizi della carriera: “Agli esordi giocavo a centrocampo – ha detto – ma nel corso degli anni ho cambiato diversi ruoli, fino ai 18 anni. L’invenzione di Pillon di mettermi in difesa fu intuitiva, anche se all’inizio facevo molta fatica. In Italia dovremmo avere un po’ piu’ pazienza nel far crescere i nostri ragazzi, si guarda forse troppo ai risultati. Rispetto agli altri Paesi, si arriva tardi in serie A”.
Subito dopo, Barzagli fa un rapido excursus dei momenti più significativi vissuti da professionista: “Il Mondiale è stato l’emozione più forte, ma pensando all’età che avevo non me la sono goduta come avrei potuto qualche anno dopo. Anche il primo scudetto con la Juve vinto da non favoriti è stato un altro momento intenso. A 19 anni ho passato sei mesi in panchina in serie B, sono stati momenti bui, ma allenarsi con più rabbia ti aiuta a crescere. A Palermo ho conquistato la Nazionale, in Germania ho trascorso un’esperienza fantastica che mi ha lanciato poi alla Juve, grazie a Paratici che mi ha cambiato la vita dopo avermi acquistato per 300mila euro”.
A proposito di Juventus, un accenno agli otto scudetti consecutivi: “Siamo ripartiti dopo tanti anni che non si vinceva e c’era grande entusiasmo all’inizio. Ogni anno e’ stato sempre piu’ difficile ed e’ subentrata la voglia di vincere altro che ha portato qualcuno a vedere il campionato come un obiettivo secondario. Anche le ultime due finali di Champions le abbiamo perse sul campo contro squadre fortissime. I migliori con cui ho giocato? Cristiano Ronaldo, Buffon e Pirlo“, ammette Barzagli.
Poi si è passati al capitolo allenatori, l’ex bianconero ha speso una parola per tutti coloro che l’hanno allenato: “Conte e’ un martello sul lavoro, non si rilassa mai, ha fatto rinascere la Juve. Allegri gioca di piu’ sulla complicita’, entrambi hanno garantito una crescita. La scelta di Conte di andare all’Inter e’ puramente lavorativa, si puo’ criticare o meno. Allegri in questi anni e’ sempre stato sotto stress, ha subito troppe critiche per quanto ha dimostrato di essere vincente, ma si e’ capito dalle due parti che era meglio lasciarsi”.
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Infine, il difensore dice la sua sul prossimo allenatore bianconero: “Guardiola? Ogni tanto e’ bello sognare, abbiamo passato anni in cui non arrivavano piu’ campioni, dopo Cristiano Ronaldo oggi ci sta fantasticare. L’allenatore, che credo abbiano già scelto, sarà quello giusto per dare un’idea nuova e vincente”, conclude Barzagli.

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