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Manchester City, lettera d’addio di Kompany: “Eternamente grato a questo club”. Allenerà l’Anderlecht. VIDEO.

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City Kompany
Vincent Kompany dice addio al Manchester City.

Il Manchester City saluta Vincent Kompany dopo 11 anni. 

Dopo la vittoria di ieri della FA Cup, il difensore centrale belga, capitano dei Citizens, ha pubblicato sul proprio profilo Facebook ufficiale, la prima parte di una lunga lettera d’addio a tifosi, società e compagni di squadra.

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“Una lettera aperta ai fan.
PARTE 1 di 2

Carissimi,

Vincitori di Community Shield!
2 Coppa di Lega!
2 Premier League!
Vincitori della FA Cup!

Abbiamo appena visto la fine di una stagione incredibile.
La mia undicesima come “Blu”.
E non posso credere di scrivere questo ma … anche la mia ultima come “Blu”.
Innumerevoli volte ho immaginato questo giorno, dopo tutto, la fine è stata vicina per così tanti anni.
Ancora non sembra reale.
Il Man City mi ha dato tutto.
Ho provato a restituire il più possibile.
Quante volte qualcuno ha la possibilità di concludere un capitolo così importante, rappresentando un club con una storia e una tradizione così grandiosa, in una maniera così eccezionale?

È giunto il momento per me di andare ora.

Per quanto sia travolgente, non provo altro che gratitudine.
Sono grato a tutti coloro che mi hanno supportato in un viaggio speciale, in un club molto speciale.
Ricordo il primo giorno, chiaro come vedo l’ultimo.
Ricordo la sconfinata gentilezza che ho ricevuto dal popolo di Manchester.

Non dimenticherò mai come tutti i sostenitori di Man City sono rimasti fedeli a me nei bei tempi e soprattutto in quelli brutti. Contro ogni probabilità mi hanno sempre sostenuto e ispirato a non mollare mai.

Sheikh Mansour ha cambiato la mia vita e quella di tutti i fan del City in tutto il mondo, per questo sono grato per sempre. Una nazione Blu è sorta e ha sfidato l’ordine stabilito delle cose, lo trovo fantastico.
Apprezzo il consiglio e la guida di un buon essere umano, Khaldoon Al Mubarak. Il Man City non potrebbe essere in mani migliori.

È un cliché dirlo, ma è anche vero: senza i miei compagni di squadra non sarei mai stato qui oggi. Abbiamo combattuto molte battaglie insieme. Fianco a fianco. Nei bei tempi e nel male. Quindi a tutti voi, dalla squadra del 2008-2009 ai vincitori del “Treble” di oggi: vi devo tutto ragazzi!

Una parola speciale anche a Pep e al personale dietro le quinte: siete stati eccezionale. Mi avete seguito attraverso tante difficoltà. Mi avete fatto tornare più forte ogni volta. Grazie mille.

Vivo con un solo rimpianto. Avrei voluto portare mia madre, Jocelyne, all’Etihad, vedendola cantare le canzoni del City accanto ai miei figli e mia moglie. Avrei voluto che lei mi vedesse felice, giocando al gioco che adoro in un club che amo. Infondo, so che è stata con noi in tutto questo tempo.

Il giocatore ha pubblicato anche la seconda parte della sua lettera.

Una lettera aperta ai fan.
Parte 2 di 2

Eppure scelgo di ribellarmi a ciò che una fine vuole essere. Scelgo di essere grato per il passato ma di rimanere ambizioso per il futuro.
Per i prossimi 3 anni, assumerò il ruolo di Player-Manager dell’Anderlecht.
La migliore squadra del Belgio.

Questo potrebbe sorprendervi.
È la decisione più appassionata e razionale che abbia mai preso.

Come calciatore, sono nato e cresciuto all’RSC Anderlecht.
Dall’età di 6 anni, sono stato un membro di quel club.
Una storia di 34 titoli in campionato, non sono secondi a nessuno.

Lo sfondo di questa storia …
L’imprenditore belga Marc Coucke ha acquisito il club dalla famiglia Vanden Stock nel dicembre 2017.
Sebbene l’acquisizione abbia innescato una nuova vibrazione positiva, i risultati sportivi non sono seguiti.

L’anno scorso mi sono fermato ai campi di allenamento, solo per un saluto. Coucke, il presidente, e il direttore sportivo Michael Verschueren hanno chiesto la mia opinione sulla difficile situazione in cui si trovava il club.
Ho condiviso i miei pensieri e ascoltato la loro visione per il futuro: ambizioso, coraggioso e determinato per tornare al primo posto. Ho offerto il mio aiuto, senza vincoli, se ne avessero avuto bisogno.

Più tardi nella stagione, è arrivato il nuovo direttore tecnico Frank Arnesen e abbiamo organizzato alcune sessioni tecniche su come costruire una forte identità di gioco basata su un calcio attraente ed all’attacco.
RSCA ha una tradizione di avere fantastici giovani.
Si potrebbe dire che hanno il passato e il futuro, ma lottano con il presente.

Non molto tempo fa, ho ricevuto una chiamata da RSC Anderlecht.
Abbastanza inaspettatamente, mi hanno offerto la posizione di Player-Manager.
Il signor Coucke, il proprietario, ha promesso pieno sostegno: tempo, budget, struttura, personale, strutture …
Sono rimasto non solo colpito, ma anche incuriosito da questo segno di fiducia in me.
Mi ha fatto pensare.

La fine di questa stagione non potrebbe essere più memorabile.
Ho vissuto il sogno qui.
Ho imparato così tanto negli ultimi 3 anni.
Da un manager incredibile.
Pep Guardiola ha riacceso il mio amore per il gioco.
Ho assistito, partecipato, analizzato, assorbito, studiato.
Man City gioca al calcio che voglio giocare.
È il calcio che voglio insegnare e vedere giocato.

Ho deciso di raccogliere la sfida all’RSC Anderlecht.
Voglio condividere le mie conoscenze con le prossime generazioni viola.
Con quello, metterò anche un po’ di Manchester nel cuore del Belgio.

Non è un addio. E’ un arrivederci.

Con Amore,

Vincent.

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