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Formula 1, Raikkonen: “Ferrari speciale, Leclerc farà bene”

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Formula 1: Raikkonen tra Ferrari, Sauber e Leclerc.

Kimi Raikkonen ha concluso la lunga esperienza in Ferrari. Un’avventura costituita da due fasi diverse. La prima dal 2007 al 2009, con un titolo mondiale piloti e due costruttori vinti, la seconda dal 2014 al 2018 con una sola vittoria di gara (ad Austin quest’anno).

Una separazione che ci sta tutta e che è avvenuta in maniera consensuale. Il finlandese compirà 40 anni nel prossimo ottobre, dunque è legittima la decisione della scuderia di Maranello di puntare su un pilota più giovane. La scelta è ricaduta su Charles Leclerc, 21enne talento emergente della Formula 1. Sarà lui ad affiancare Sebastian Vettel nel prossimo biennio.

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Raikkonen, nonostante un carattere molto chiuso e riservato, è riuscito a farsi apprezzare molto dai tifosi italiani. Intervistato da Sky Sport, il driver scandinavo non si è detto triste per aver lasciato il team del Cavallino Rampante: «Non credo che questo addio alla Ferrari sia triste perché conosco il team in cui andrò a correre – ha detto – Ovviamente sarà diverso ma non c’è nulla di triste, abbiamo vissuto bei momenti ed è per questo che nessuno dovrebbe essere triste».

Kimi ha avuto modo di spendere parole molto positive per la scuderia di Maranello, che ha vissuto pienamente per tante stagioni: «La Ferrari è diversa rispetto a qualunque altro team, c’è una grande passione: ovunque tu vada nel mondo, tutti la conoscono. E’ anche un modo più italiano di vedere le cose. Troppa passione? No, ma a volte ne andrebbe bene anche un po’ meno però, in un modo strano, ci integriamo molto bene insieme».

Infine Raikkonen ha parlato anche dell’arrivo in Ferrari di Leclerc, che a suo avviso sarà un po’ più agevolato rispetto a quando ci approdò lui: «Conosce l’ambiente, arriva dall’Academy della Ferrari. Il suo arrivo è diverso dal mio che non conoscevo per nulla il contesto di Maranello. Per lui sarà più facile. Sono certo che farà bene, anche se quanto bene ce lo dirà solo il futuro».

 

Matteo Bellan