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I 5 motivi per cui Federer non è più il re nel tennis

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NEW YORK, NY - SEPTEMBER 03: Roger Federer of Switzerland during the men's singles fourth round match against John Milman of Australia on Day Eight of the 2018 US Open at the USTA Billie Jean King National Tennis Center on September 3, 2018 in the Flushing neighborhood of the Queens borough of New York City. (Photo by Julian Finney/Getty Images)

3-6 7-5 7-6 7-6. Dopo quattro set la corsa di Roger Federer agli Us Open si ferma agli ottavi di finale di fronte al muro chiamato John Millman. Australiano e numero 68 del Ranking Atp allo slam americano sta forse vivendo il primo vero exploit dell sua carriera. Dopo essere stato il giustiziere del nostro Fabio Fognini, all’Arthur Ashe Stadium diventa anche il responsabile dell’eliminazione del re del tennis.

Dopo anni in cima e al completo dominio del circuito il nativo di Basilea sta forse abdicando. Andiamo ad analizzare i vari punti della caduta del re in questo 2018:

  • Mai in carriera Federer aveva perso contro un giocatore fuori dai top 50. Record non invidiabile sopratutto per uno come lui vincitore di 20 slam in carriera ed entrato di diritto nella storia di questo sport. La sconfitta con Millman è un ferita che con fatica si rimarginerà e che rimarrà per un pò nella mente dello svizzero.
  • Incapacità di gestire situazioni di vantaggio. E’ successo a Wimbledon e si è ripetuto a New York. 2 set a 0 contro il sudafricano Anderson e la partita che sembrava essere saldamente nelle mani del numero 2 al mondo. Poi il blackout e la gara che si riapre con Federer inerme e senza la freddezza del campione. Se qualche tempo fa gli avversari sotto di due set erano spacciati, adesso ci credono fino alla fine e, come già successo, portano a casa il match.
  • Troppe sconfitte con giocatori nettamente inferiori. Se ad Indian Wells e Cincinnati due fenomeni come Del Potro e Djokovic hanno avuto la meglio, in questa stagione lo svizzero è incappato in diversi passi falsi. Sconfitta con Coric in finale di Halle, torneo vinto nove volte in carriera e uscite di scena premature con Anderson e Millman nei tornei dello slam. Federer sembra aver perso quella cattiveria agonistica sul campo alla base dei suoi più grandi successi.
  • La rinuncia alla stagione su terra rossa non porta benefici. Non è la prima volta che l’ex numero uno al mondo decide di programmare diversamente l’annata tennistica. L’anno scorso il riposo in vista degli ultimi due slam aveva portato i risultati sperati. La versione 2018 di Federer invece è sembrata non usufruire della pausa pre Wimbledon. Con uno slam vinto, uno non disputato e due lasciati in anticipo lo score non mostra segnali incoraggianti.
  • L’età inizia a farsi sentire. La carta d’identità dice 37 e in un tennis sempre più fisico i dettagli possono fare la differenza. Durante lo Us Open Federer ha mostrato difficoltà fisiche in relazione alle estreme condizioni climatiche. Questo alibi regge fino a un certo punto perchè se è vero che allo slam americano ci sono state diverse problematiche per lo svizzero, lo stesso vale anche per gli altri giocatori vincenti e andati avanti nel torneo.

La speranza di tutti è che Federer possa cancellare la stagione appena disputata e ricominciare alla grande e con più forza la prossima annata. Il re per ora sembra aver abdicato ma occhio a considerarlo troppo in fretta giù dal trono.