Home Calcio Juventus. Conte: “Mi dispiace che Matri sia partito”

Juventus. Conte: “Mi dispiace che Matri sia partito”

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Sulla partita dice: “Noi siamo i favoriti, ma la Lazio è molto pericolosa”…

(Getty Images)
(Getty Images)

È già tempo di rivincite nel campionato italiano. Domani sera la Juventus affronterà la Lazio, battuta quattro a zero all’Olimpico in Supercoppa. Buono il periodo dei ragazzi di Conte, vincenti anche nella prima di campionato a Marassi. Queste le dichiarazioni del tecnico riportate da Tuttomercatoweb.com:

La partita si gestisce nella maniera di sempre. La partita di Supercoppa era unica e segnava un trofeo. L’abbiamo vinta e siamo contenti ma adesso si riparte dall’inizio. Sappiamo che la Lazio è una squadra molto ostica, che può lottare per le prime posizione. Avranno qualcosa in più dato proprio da quella sconfitta. Al terzo anno non penso che debba spiegare che dobbiamo tenere alta la concentrazione, incontreremo difficoltà ma ne creeremo anche. Fra noi e loro non c’è tutta questa differenza, mi aspetto una gara molto dura. Matri? Tecnicamente la sua cessione non era prevista come non lo era quella di Giaccherini. Stiamo parlando di un calciatore che ha fatto più gol in due anni e fra i più fedeli. Però ci fa capire che il momento attuale che sta passando l’Italia e uno in cui bisogna vendere. Arrivate le richieste siamo stati costretti a vendere Giaccherini e Matri per prendere Llorente, Tevez e Ogbonna. Divario aumentato? Noi con l’uscita di Matri e Giaccherini ci siamo indeboliti ma è giusto che l’allenatore debba andare incontro alla società. Se mi aspetto qualcosa in uscita? Con la società ci siamo parlati, sanno benissimo il mio pensiero sia sulle entrate che sulle uscite. Dobbiamo fare i conti con la realtà economica che è quella di grandissima difficoltà. Perché cedere Matri al Milan? Perché il Milan è quello che ha fatto la richiesta, se ci fossero state altre offerte avremmo dovuto fare delle riflessioni. Prima c’era il Napoli, poi ha cambiato idea e adesso è piombato il Milan e la società ha accettato la richieste. Forse qualcuno non ha capito bene le difficoltà, o fa finta di non capirle: io non avrei mai sacrificato Matri e Giaccherini. Ci manca forza sulle fasce a livello numerico? Non voglio entrare nei dettagli, ne abbiamo parlato con la società e vedremo cosa accadrà, se ci saranno possibilità. Noi oggi subiamo certe situazioni, non possiamo aggredire a livello economico. Noi ci auguriamo che in quest’opera di costruzione si arrivi ad un giorno in cui mi dicono: ‘Mister, c’è 30, 40 o 50. Si diverta!’Per affrontare tre competizioni, cinque attaccanti sono il minimo indispensabile; non mi sembra di dire castronerie o abbondare. Ruote sgonfie? Se a una squadra togli l’allenatore per quattro mesi i rischi ci stanno, è come se un direttore di un giornale stesse malato a casa 4 mesi; immagino che il lavoro ne risenta. Tutti con la difesa a 3?Anche col Bari mi hanno copiato il 4-2-4, è successa la stessa cosa con la Juventus. Ma non contano tanto i numeri quanto i principi di gioco. Riflessioni se non dovesse arrivare un esterno? Io faccio un’analisi soggettiva sulla squadra, sono entrati tre elementi e ne sono usciti due importanti. Io vedo che gli altri si sono rinforzati e noi siamo costretti a fare rinunce dolorose; siamo costretti sapendolo, io ero a conoscenza di questa situazione. Quando ho parlato di anno zero nessuno ci ha fatto caso perché non è un titolone come Nani. Giaccherini è in Nazionale e Matri è quello che in due anni ha fatto più gol di tutti. Per me non cambierà assolutamente niente a fine mercato perché ero a conoscenza di questa situazione, ma in campionato, in Champions e in Coppa Italia ci sarà da battagliare come sempre per dare soddisfazione ai nostri tifosi e a noi stessi. Preoccupazione? Io non sono preoccupato, è inevitabile che non mi fa piacere rinforzare gli altri e perdere giocatori importanti. Se vedo le altre squadre, Napoli su tutte, ma anche la Fiorentina, sappiamo che sarà difficile. I bookmaker ci danno avanti? Non ci faccio molto caso, spero che abbiano ragione“.