JUVE. Agnelli, rabbia e orgoglio

LA GAZZETTA DELLO SPORT – «Le tragedie non hanno fede. Ora in Ucraina: non si può fallire»

(getty images)

 

Andrea Agnelli è il presidente della Juventus, e come tale nel pianeta calcio non sarà mai amato all’unanimità. Ma di certo parla giovane, parla chiaro, prende posizioni anche nette. E come dice Petrucci, numero uno dello sport italiano ancora per qualche settimana, «Andrea è uno che porta idee, entusiasmo, ha voglia di cambiare e migliorare in meglio il sistema tutto». Così, succede che nell’ambito di un’iniziativa con l’Unesco (legata ai bimbi meno difesi) il numero uno di corso Galileo Ferraris decida di «scaricare», senza mezze misure, gli autori-espositori dell’indegno striscione su Superga comparso durante il derby di sabato scorso: «Credo che la supremazia del tifo non si manifesti ricordando le tragedie altrui. Sono striscioni che generalmente vedo purtroppo esposti in tutti gli stadi d’Italia, con insulti gratuiti. Vanno assolutamente condannati. E li condanno. Spiace, perché spesso è proprio la Curva che dà la giusta personalità all’interno di uno stadio. Ma, ripeto, la supremazia a livello di tifo non è questa. Le tragedie, per quanto mi riguarda, non hanno fede». […] Come riporta la Gazzetta dello Sport, i pensieri di Agnelli e della nazione bianconera in generale sono già tutti rivolti alla gara di domani sera. Al «dentro o fuori» di Champions League, al primo vero e proprio spartiacque stagionale. «Concentrazione, determinazione e rabbia: questo ci vuole a Donetsk – dice il presidente bianconero -. Dopo le ultime gare dell’anno, fra coppe e campionato, faremo un bilancio più completo, è comunque chiaro che siamo di fronte a un appuntamento fondamentale. Servirà la giusta determinazione, anche cattiveria. Davanti a noi ci sono solo due possibilità, opposte. E gli estremi dicono che dopo i 90′ in Ucraina o saremo fuori o continueremo a sognare, magari chiudendo addirittura in testa il girone. Sì, servirà la massima attenzione per evitare brutte sorprese».