Home Calcio MILAN. Ripartenza. Non solo FARAONE. BOJAN, MONTOLIVO e 20 giorni da svolta

MILAN. Ripartenza. Non solo FARAONE. BOJAN, MONTOLIVO e 20 giorni da svolta

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LA GAZZETTA DELLO SPORT – Rossoneri in serie positiva da quattro gare: novembre decisivo per Coppa e campionato…

(getty images)

RASSEGNA STAMPA – (M. Pasotto) – Si riparte da quattro, come i risultati utili consecutivi. Quest’anno un filotto positivo di questa lunghezza non era ancora stato registrato. Genoa (vittoria), Palermo (pareggio), Chievo (vittoria) e Malaga (pareggio): per una squadra alle prese con mille fantasmi, avere eliminato la voce sconfitta dal tabellino vuol dire acquistare fiducia. E anche punti importanti. Perché quello dell’altra sera in coppa e i sette conquistati in campionato stanno tenendo il Milan in linea di galleggiamento. In Champions, nonostante sia arrivata una sola vittoria in quattro partite, la lunghezza di vantaggio sull’Anderlecht permette di andare in Belgio padroni e artefici del proprio destino; mentre in campionato, in caso di successo sulla Fiorentina e se gli altri risultati si incastrassero nel migliore degli scenari, domenica sera il Milan potrebbe ritrovarsi addirittura al 6° posto. Non male, considerando che nemmeno tre settimane fa i rossoneri giacevano in zona retrocessione. Che cosa è cambiato nelle ultime quattro partite?                                      Punti di (ri)partenza. In una squadra smembrata di tutti i leader in una sola estate, è faticoso individuare nuovi condottieri. Anche perché l’età media si è abbassata considerevolmente. Ora, però, stanno iniziando a emergere le individualità. Che non saranno forti come quelle di Ibra, Nesta e Gattuso, ma sono comunque fondamentali per ricostruire l’ossatura della squadra. Alla base c’è Bonera, difensore troppo spesso sottovalutato, che pur in grandi difficoltà di reparto ha dimostrato di poter prendere per mano sia la difesa a quattro, sia quella nuova a tre. Più avanti c’è Montolivo: dopo un avvio molto complicato, l’azzurro sta tirando fuori personalità, grinta e idee. In avanti, in una colonna vertebrale tutta italiana, c’è El Shaarawy, per ambire in un futuro non lontano a un ruolo da leader. In realtà è l’intera trequarti a essere la nota più lieta di questo Milan che prova a ripartire: Bojan è sbocciato da quando è stato sistemato centralmente ed Emanuelson sta garantendo un rendimento più che buono grazie a una continuità mai avuta prima in rossonero.                                                                            Testa e tattica. L’approccio alle partite nelle ultime settimane è cambiato. Nell’arco dei novanta ci sono ancora lunghi blackout, ma quando il pallone è fra i piedi ora scotta molto di meno. E sta cambiando la mentalità: la rimonta di Palermo e quella dell’altro ieri, contro una squadra di qualità e buone individualità, significa capacità di reagire. Tatticamente, il 4-2-3-1 sta piacendo a tutti i diretti interessati, che lo giudicano il più equilibrato. E così arrivano anche i gol: ora i rossoneri andati a rete sono diventati sette, un mese fa erano soltanto tre. Tutto questo praticamente senza l’apporto, o quasi, di Pato, Robinho e Boateng.

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