MILAN. BOATENG e MEXES, rabbia e gestacci

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Il numero dieci non gradisce il cambio di Allegri. Il francese mostra il dito medio al pubblico rossonero…

(getty images)

 

RASSEGNA STAMPA – Che succede Prince? Dov’è finito il giocatore stellare capace di cambiare una partita in pochi minuti o di segnare un gol spettacolare come quello al Barcellona? Se lo chiedono tutti a San Siro, se lo chiede Allegri, l’allenatore che l’ha inventato trequartista e che anche ieri sera gli ha dato fiducia. Doveva essere il trascinatore, invece non è riuscito nemmeno ad andare a rimorchio. Ha vivacchiato in mezzo al campo come è accaduto spesso ultimamente e si è fatto notare più per il gesto di stizza al momento della sostituzione che per le invenzioni in mezzo al campo. Cambiare numero non porta fortuna ai rossoneri: Pato e Robinho si sono subito infortunati, Boateng si è fatto male a una mano ma soprattutto sembra la brutta copia di se stesso. Prince aveva voluto la numero 10 che doveva diventare di Ibra e l’aveva postata su Twitter: nuova maglia, nuova vita. Il problema è che il Boa di oggi non è più quello che aveva conquistato San Siro. Ieri Allegri l’ha schierato in un inedito tridente, con Pazzini al centro e lui libero di spaziare. Boateng è genio e sregolatezza, difficile da ingabbiare in uno schema. Ieri però non è quasi mai riuscito a spuntarla nell’uno contro uno, ha scaldato San Siro con un tiro nel primo tempo, poi poco altro. E quando Allegri l’ha fatto uscire, si è preso i fischi dei tifosi. Forse anche per questo ha reagito così male alla sostituzione, sbraitando e sbattendo a terra una bottiglietta. “Non sono al cento per cento, posso fare meglio. I fischi? È normale che i tifosi siano arrabbiati”, ha detto. Molti i giocatori con i nervi a fior di pelle. Lo dimostra l’atteggiamento di Mexes che a fine partita, mentre si stava infilando nel tunnel, ha sentito qualche parola non gradita provenire dalla tribuna e ha reagito mostrando il dito medio.