NAPOLI. DE LAURENTIIS incorona INSIGNE

CORRIERE DELLO SPORT- “Balzaretti ha voluto accontentare il suo ego e la moglie. Non commento”

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Il mondo di Aurelio De Laurentiis non ha frontiere e nella Pechino che legittima, ulteriormente, l’ascesa del Napoli, c’è un’altra frontiera da varcare: « Vincere per i nostri tifosi e per dare continuità ai nostri successi ». E’ un mondo di sogni da realizzare lasciando che il Napoli resti se stesso, quello degli ultimi otto anni. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

E’ Supercoppa ed è (inevitabilmente) Juve-Napoli, i nuovi padroni d’un calcio che spinge De Laurentiis a sbilanciarsi per sé, per i suoi e pure per Zeman: « Penso che abbiamo una squadra uscita rinforzata a centrocampo, con calciatori che hanno avuto modo di conoscere l’ambiente e di integrarsi, con certezze come Hamsik. Sono incuriosito dalla Roma, credo in Zeman, saranno fortissimi, segneranno tanto e forse subiranno meno: magari quando giocheremo con loro finirà 9-8. E poi Stramaccioni ora ha maggiori conoscenze. E’ salita la Samp, il Palermo ha preso Sannino: sarà dura ». […]  Meno quattro ma leggere in quella sfera di cuoio è impossibile: « Conte non ci sarà? Intanto è qui e dunque eventualmente sarà come se ci fosse. Noi abbiamo giocato e vinto senza Mazzarri in panchina, a volte. E se pure alla Juve dovesse mancare qualche giocatore, le dimostrazioni della forza dei bianconeri sono state talmente tante che non avrebbero problemi. Ma sui temi di giustizia sportiva preferisco non sbilanciarmi ed aspettare le sentenze. Semmai, sono d’accordo con Agnelli: le nostre leggi appartengono a un sistema vecchio. Lasciate che le scommesse siano gestite dai club, dalla Federcalcio e dalla Lega a gestire: con quei soldi si darebbe il via ad una grande riforma e si costruirebbero gli stadi, si rinnoverebbe il movimento, magari con una B a 40 squadre, niente C e riconoscimenti a capoluoghi con bacini di utenza importanti. Mi stanno chiamando per farmi comprare il Taranto: ma finché non c’è chiarezza, non mi muovo in alcun senso. E poi ho doveri nei confronti dei tifosi del Napoli ». Ventun anni Lorenzino, ventitré Edu: per la meglio gioventù, sono carezze paterne, consigli e speranze da presidente. « Vargas ha cominciato a fare anche assist intelligenti e poi non si dà in giro per fare esperimento su un investimento da 12 milioni. Preferiamo tenerlo qua, fargli imparare l’italiano da un traduttore spagnolo che abbia giocato al calcio. E quanto a Insigne, m’aspettavo che avrebbe creato tutto questo interesse: ha piedi d’oro, collegati con il cervello. Pure Messi è esploso soprattutto nell’ultimo triennio, giocando in una grandissima squadra. Insigne farà parlare di sé. Ma va tutelato da noi e dai tifosi. La sua esplosione non rimuove ciò che ha fatto Lavezzi, perché non si cancellano cinque anni con un colpo di spugna ».