Home Calcio CALCIO. Per ora l’Italia va sugli arbitri di porta. Costano meno

CALCIO. Per ora l’Italia va sugli arbitri di porta. Costano meno

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RASSEGNA STAMPA – LA GAZZETTA DELLO SPORT – Basterebbero 75 mila euro a club in A. E la soluzione aiuterebbe non solo sui gol-fantasma. Oggi Nicchi vede Collina…

 

 

Il sogno italiano sarebbe: arbitri di porta subito. In A dalla prima giornata e in Coppa Italia dall’eliminazione diretta. Non facile: ci sono questioni politiche, tecniche e soprattutto economiche da valutare prestissimo.Oggi è anche fissato l’incontro tra Pierluigi Collina, capo arbitri Uefa, e Marcello Nicchi, responsabile dei ‘fischietti’ italiani. Gli arbitri di porta non erano all’ordine del giorno ma ignorarli non sarà possibile.

 

Il progetto. In Federcalcio la ‘road map’ per arrivare agli arbitri di porta è chiara. Intanto ci sarà un confronto con i grandi campionati europei, quelli che possono permettersi le novità regolamentari: per capire anche dove soffia il vento (in Inghilterra tecnologia, in Francia arbitri, Germania e Spagna restano al momento in attesa). Poi si passerà alla fase concreta: c’è da arricchire la ‘rosa’ di Stefano Braschi e preparare i nuovi da qui a fine agosto quando inizierà il campionato. Tutto fattibile. Il terzo argomento è più complicato: i soldi.

I costi. Quanto costa introdurre gli arbitri di porta? Ce ne vorrebbero una ventina, forse di più. Un calcolo rozzo è già stato fatto: circa 1,5 milioni all’anno per la Serie A tra diarie, allenamenti, preparazione e tutte le altre spese. Qualcosa si risparmierà sul quarto uomo (che diventerà un guardalinee). La domanda è una: chi paga? La federazione non può sobbarcarsi tutta la cifra. Divisa per 20 società, la quota sarebbe 75mila a squadra: niente. Forse si può trovare un punto di incontro.

La tecnologia. Discorso diverso. Oggi, la tecnologia è più cara: sui 250mila dollari a stadio, circa 200 mila euro. Da moltiplicare per i 16 stadi di A farebbe 3,2 milioni (anche se poi questa spesa andrebbe ammortizzata nel corso degli anni). E poi il 30 giugno il presidente della Federcalcio, Abete, in qualità di vicepresidente Uefa, ha sottoscritto la dichiarazione di Michel Platini contro la tecnologia (“riflettiamo“) e in favore degli arbitri di porta. Che in Figc sono considerati più utili in quanto servono in tutte le situazioni e non solo nel frangente del gol fantasma.

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