Premier League: Troppi pareggi e pochi gol. United nei guai

Louis van Gaal, allenatore del Manchester United Premier League

Louis van Gaal, allenatore del Manchester United (getty images)

APPROFONDIMENTO PREMIER LEAGUE – Arrivato nell’estate del 2014 per avviare un nuovo ciclo vincente dopo la fallimentare stagione targata David Moyes, Louis Van Gaal l’anno scorso non è riuscito a rilanciare il Manchester United in grande stile: basti pensare che non ha vinto trofei e ha chiuso il campionato con un deludente quarto posto, valido almeno per una qualificazione ai preliminari di Champions League. Quest’anno, anche alla luce di un calciomercato di alto profilo che ha visto sbarcare a Old Trafford giocatori importanti come Schweinsteiger, Schneiderlin, Depay, Darmina e il giovane Martial, le aspettative in casa “Red Devil” sono cresciute molto, ma a quattro mesi dall’inizio della stagione possiamo dire che sono state rispettate solo in parte. Il passaggio del turno in Champions League non è affatto scontato e questa sera lo United dovrà vincere sul complicato campo del Wolfsburg, primo nel girone. In caso contrario dovrà sperare in un improbabile passo falso del PSV, impegnato in casa con il CSKA già eliminato da tutto.

In Premier League invece le cose vanno meglio, decisamente meglio, ma non è tutto oro quel che luccica. Lo United è terzo a pari merito con il cugini del Manchester City, a 3 punti dalla vetta, ma nelle ultime settimane sembra aver rallentato il suo cammino di marcia. In campionato i “Red Devils” non perdono dal lontano 4 ottobre, quando l’Arsenal rifilò loro una lezione di calcio; con due sconfitte sono la squadra che ha perso meno partite di tutta la Premier League dopo Leicester City e Tottenham, ma hanno pareggiato anche 5 volte su 15 match (tra le prime 5 solo in Tottenham ha fatto peggio con 8 pareggi). Numeri che mostrano una squadra che ha qualche fragilità di troppo, a cui possiamo aggiungerne altri: nessuno ha subito meno gol dei “Red Devils”, bucati solo 10 volte in tutto il campionato: un punto di forza su cui costruire risultati importanti, ma che non è stato sfruttato a dovere. Lo United, con 20 reti, ha il peggior attacco tra le prime 7 squadre di Premier (a pari merito con il Crystal Palace).

Che dire poi degli scontri diretti? Battuto il Tottenham la prima giornata, il Manchester United ha pareggiato contro City e Leicester e perso contro l’Arsenal, un ruolino di marcia rivedibile per una squadra che punta, senza mezzi termini, a vincere il titolo. Certo i tanti infortuni pesano sul rendimento della squadra, ma la sensazione è che dalle parti di Old Trafford manchi ancora qualcosa per fare l’ultimo salto di qualità e tornare sul tetto d’Inghilterra e il pareggio di sabato contro il West Ham, il sesto (tra campionato e coppa) nelle ultime 10 partite, il quarto in casa e il terzo a senza segnare non depone certo in favore di Louis Van Gaal, che non a caso è al centro di pesanti critiche. All’olandese si rimproverano i pochi gol segnati dalla sua squadra e soprattutto la mancanza di un’idea tattica precisa, limiti che oggettivamente sono emersi nelle ultime partite, tanto che si parla di possibile addio anticipato per l’olandese.

Da qui alla fine del girone d’andata il calendario non presenta sfide troppo complicate, ci sono le trasferte di Bournemouth e Stoke inframezzate dalla partita interna contro il Norwich. A chiudere il girone sarà il match casalingo contro il Chelsea, grande malato di questa stagione. Quattro gare da vincere a tutti i costi per trovare certezze e spegnere ogni polemica prima del giro di boa e del calciomercato di gennaio che, c’è da scommettere, porterà qualche altro rinforzo importante.

Edoardo Lavezzari